Surriscaldamento di un treno causa incendio in più punti tra Gallese Scalo e Borghetto. In fiamme anche ex vivaio con all'interno materiale plastico
vigili del fuoco
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GALLESE - Lo scenario che si sono trovati davanti al momento dell'intervento è stato quello di tre fronti di fuoco in simultanea, tanto da pensare a un gesto di natura dolosa. Sul posto la squadra boschiva, il distaccamento di Civita Castellana e il direttore per le operazioni di spegnimento.

GALLESE – Uno strano incendio puntiforme ha impegnato, nel pomeriggio di ieri, diversi uomini dei Vigili del Fuoco lungo la strada che collega Gallese Scalo a Borghetto. 

Lo scenario che si sono trovati davanti al momento dell’intervento è stato quello di tre fronti di fuoco in simultanea, tanto da pensare a un gesto di natura dolosa. Sul posto la squadra boschiva, il distaccamento di Civita Castellana e il direttore per le operazioni di spegnimento.

Le operazioni di spegnimento si sono rivelate piuttosto lunghe e complesse, impegnando dodici unità di personale, due mezzi pesanti e due boschivi. Sono intervenute anche tre squadre della Protezione Civili, i Carabinieri e i tecnici di Ferrovie dello Stato.

L’apporto di questi ultimi è stato fondamentale per ricostruire le dinamiche del singolare incendio, sviluppatosi a ridosso della ferrovia. Infatti sarebbe stato causato da un treno. Proprio nel passaggio sulla linea lenta il sistema di controllo ha rilevato un surriscaldamento a un mezzo. Da qui l’aspetto puntiforme dell’incendio. 

Non è stato registrato nessun danno a persone. In fiamme parte di un orto, alcune piante di ulivo e la struttura di un ex vivaio che aveva all’interno diverso materiale plastico. Il traffico ferroviario è stato rallentato ma non interrotto. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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