Supermercato inaugurato tra applausi e fischi: Frontini tira dritto
Foto Chiara Frontini
Gli Stati Generali La Fune
Durante l’inaugurazione di un nuovo supermercato a Viterbo, la sindaca Chiara Frontini è stata contestata da un gruppo di ex occupanti sgomberati da San Faustino. Fischi, insulti e un tentativo di avvicinamento hanno richiesto l’intervento della sicurezza.

VITERBO – Doveva essere una domenica di festa, quella di ieri, 25 maggio, con tanto di taglio del nastro e applausi per l’apertura del nuovo supermercato da 4mila metri quadrati a Viterbo. Tra volantini e carrelli luccicanti, non è mancata infatti la scintilla della polemica. Protagonista la sindaca Chiara Frontini.

Durante il suo intervento, la prima cittadina ha dovuto fare i conti con una contestazione piuttosto accesa. Fischi, urla, e anche qualche tentativo di avvicinamento da parte di un gruppo di persone, tra cui alcuni degli sgomberati dalle case popolari di San Faustino. L’intervento della sicurezza ha evitato che la situazione degenerasse, e Frontini ha poi proseguito il suo tour nel supermercato, accolta dagli investitori e dai presenti. Apparentemente imperturbabile, ha mantenuto la calma e ha poi affidato la sua replica, confermando che ci sono stati momenti di confronto.

Il riferimento è abbastanza chiaro: l’operazione di sgombero delle case popolari a San Faustino dello scorso 27 febbraio, e le tensioni che ne sono seguite. Ma per Frontini, quella è la strada giusta tanto che da quelle operazioni ne seguiranno delle altre. La questione, a quanto pare, non è stata ancora superata.

Dura sulla legalità, ma consapevole della complessità del disagio sociale, la sindaca ha voluto anche ricordare l’altro lato della medaglia sostenendo il loro lavoro sulle politiche sociali come un reinserimento e prevenzione del disagio.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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