Suona ancora deejay, buon viaggio Sario
ricci
Masicar800x120-optimize
VITERBO - Suona Berlin One nel sottofondo di questo pezzo. Suona caro deejay. Amavi Viterbo, nonostante ti lamentassi di tante cose come facciamo un po' tutti noi. La provincia è una mamma bastarda e tu che eri foggiano e anche viterbese lo sapevi bene. 

VITERBO – Apro il telefono, cerco in rubrica “Sario Ricci” e l’ultimo messaggio che mi ha mandato è Berlin One. Brano che stava cercando di spingere in questi giorni sul web, con il marchio Elettrofaul. Tasto play e inizio a scrivere quanto state leggendo. 

Il messaggio è del 28 novembre, una manciata di giorni fa. Gli ultimi giorni di Sario. Qualche settimana prima mi aveva scritto perché voleva prendere un caffè insieme. Da tempo non ci incontravamo, il tipo non era facile e spesso i rapporti con lui altalenanti. Almeno per me. Dalle stelle, come quando mi mise in mano la comunicazione di Elettrofaul, alle stalle, come quando smettemmo anche di salutarci. 

Roba da essere umani, quindi stupida. Mi rimproverava di non avere creduto e sostenuto il suo Tuscia Comix, l’ultima creatura. Però dopo l’estate avevamo ripreso a scriverci e in fondo, nonostante qualche frase storta e qualche post facebook acido, c’era simpatia. 

Suona Berlin One nel sottofondo di questo pezzo. Suona caro deejay. Amavi Viterbo, nonostante ti lamentassi di tante cose come facciamo un po’ tutti noi. La provincia è una mamma bastarda e tu che eri foggiano e anche viterbese lo sapevi bene. 

In questo momento in cui trema tutto, perché la morte di una persona che conosci fa sempre paura, mi viene in mente, non so neanche per quale motivo, un tuo discorso. Eravamo fuori a Radio Verde – luogo che ha dato tanto a Viterbo, più di quanto la città sia riuscita a restituire (su questo eravamo molto d’accordo) -. Erano i tempi della radio su strada, con affaccio su via Cairoli. Intuizione geniale ma che non ha dato i frutti sperati. Classiche sigarette, io ancora fumavo e quindi accendevamo e spegnevamo insieme. Tu te ne esci con un discorso sull’amore per le tue figlie. Non ricordo le parole ma ho in mente esattamente la dolcezza della tua voce nel toccare piano un tema così insolito per i nostri dialoghi. 

Suona Berlin One e sono al Dulca’s nella notte che mi hai fatto conoscere Samuel dei Subsonica. Era lì come Motel Connection e c’era un brano che avrò ascoltato un milione di volte (Two) e che ancora vado a cercare che era uscito in quel periodo. Con Elettrofaul hai portato il mondo nella piccola Viterbo, hai reso belle davvero tante serate. Hai regalato emozioni. Ti ho apprezzato per molte cose, criticato per altre, ci siamo scontrati e voluti anche bene. Penso a tutte le volte che hai fatto “il cazzone” con me e Simone a Sbottonati. Spesso mi hai anche incoraggiato. 

Suona ancora deejay. Quel caffè di cui ci siamo scritti troppe settimane fa non siamo riusciti a prenderlo. Ascolto questa ultima cosa che mi hai mandato, la prendo come un regalo. Grazie e scusa delle contrapposizioni, roba da esseri umani. Ora che suoni per gli angeli mi avrai perdonato tutto e mi manderai musica buona per il resto del cammino. 

 

Stati Generali 02 800x120
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
POST FB 02
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
asvis 2
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni