Sulle Tracce del Mistero - Il flauto misterioso che suona alla Fontana del Duca (video)
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All'inizio degli anni '80 si fa insistente una storia: dal bosco sottostante la così detta fontana del Duca (sulla strada provinciale che unisce la Canepinese alla località il Pallone, a pochi chilometri da Viterbo) si ode la melodia di un flauto che risale dalla macchia fino alla strada che passa a fianco della suddetta fontana.

All’inizio degli anni ’80 si fa insistente una storia: dal bosco sottostante la così detta fontana del Duca (sulla strada provinciale che unisce la Canepinese alla località il Pallone, a pochi chilometri da Viterbo) si ode la melodia di un flauto che risale dalla macchia fino alla strada che passa a fianco della suddetta fontana.

I testimoni di questo fenomeno sono sempre di più e comincia a girare anche la relativa leggenda: una ragazza, che avrebbe rifiutato la proposta di matrimonio di un potente signore locale, sarebbe stata condannata a vivere nel bosco, senza niente, eccezion fatta per il suo flauto al quale era molto legata. Alla fine la fanciulla sarebbe morta di stenti e da allora si sentirebbe di tanto in tanto ancora il suo flauto suonare. Cosa c’è di vero dietro questa storia? Le indagini del gruppo Prisma hanno rivelato la verità.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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