Sulla Roma Nord a 30 all'ora: parti oggi e arrivi domani
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“Per i materiali Firema la velocità massima consentita è di 60 km/h su tutta la linea, mentre sulla tratta urbana, sui deviatoi incontrati in corretto tracciato, la velocità massima consentita è di 30”.

“Chi va piano va sano e va lontano, chi va forte va alla morte”. Questo si diceva da bambini e questo lo dice anche Giovanni Battista Nicastro, il direttore di Ferrovie che ha comunicato i nuovi limiti orari per i Treni tra Roma e Viterbo. “Per i materiali Firema la velocità massima consentita è di 60 km/h su tutta la linea, mentre sulla tratta urbana, sui deviatoi incontrati in corretto tracciato, la velocità massima consentita è di 30”.

Il tratto interessato dal provvedimento è quello della Roma-Civita Castellana-Viterbo, che vedrà così allungarsi i tempi di percorrenza. Difficile capire se questo fatto sia collegato alla presenza di ben 8 passaggi a livello che dovrebbero essere chiusi, con un investimento di circa 55 milioni di euro spalmati da tutta Italia.

Intanto il Comitato dei Pendolari continua la propria battaglia perché “sempre più utenti ci segnalano i continui e inarrestabili aggiornamenti del sito atac e dei display in stazione che sono diventati veramente incomprensibili: la confusione regna sovrana e non c’è pace”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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