'Sulla riva' del Museo del Colle del Duomo
Mauro Mellini
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VITERBO - Il vernissage di inaugurazione si terrà domenica 11 giugno alle ore 17.00; l’accesso è aperto a tutti. La mostra sarà visitabile dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00, ultimo ingresso alle 18.30. Il ticket è di 3€ e permette di visionare anche la collezione permanente del museo; gratuito per i residenti nel Comune di Viterbo.

VITERBO – L’attenzione del Museo Colle del Duomo per le diverse espressioni dell’arte contemporanea prosegue con la mostra fotografica di Mauro Mellini. L’artista da sempre interessato allo spazio, indagato inizialmente attraverso lo studio dell’architettura e del paesaggio, ha fatto poi della fotografia la sua forma d’arte prediletta.

Come spiega la curatrice Eliana Masulli, “Sulla Riva è il titolo scelto dall’artista per restituire alla propria indagine la dignità di una visione individuale, affascinata e rapita da un senso che risiede fin dentro il centro nevralgico di un’immagine ora statica della realtà ora mutevole del paesaggio naturale.”

Le opere fotografiche, rigorosamente in scala di grigi, seguono una trilogia pensata dall’artista per trasportare lo spettatore entro una ricerca tanto sensoriale – del divenire del tempo – quanto evocativa – di uno spazio conteso tra la realtà e l’onirico. Sono paesaggi interiori, frutto di un’osservazione lenta e del godimento della Natura.

Il vernissage di inaugurazione si terrà domenica 11 giugno alle ore 17.00; l’accesso è aperto a tutti. La mostra sarà visitabile dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00, ultimo ingresso alle 18.30. Il ticket è di 3€ e permette di visionare anche la collezione permanente del museo; gratuito per i residenti nel Comune di Viterbo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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