Sul percorso della Macchina di Santa Rosa con il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini (video)
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VITERBO -“Qui è possibile assistere alla trasformazione dei volti. Prima sorridenti e gioiosi poi, quando si entra nella chiesa di San Sisto, c'è il cambio totale. Tutti i Facchini sanno quello che vanno ad affrontare da questo momento. Sono minuti pieni di pathos, si taglia l'emozione con il coltello in questo luogo". Racconta il numero uno del Sodalizio. 

VITERBO – Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, ci racconta il percorso della Macchina. La Fune e Decarta hanno deciso di realizzare una serie di video per farci raccontare da una voce d’eccezione cosa accade nei vari momenti del Trasporto.

Siamo partiti da piazza San Sisto con il racconto di cosa accade prima e durante quella che viene definita la partenza o “la Mossa”. 

“Qui è possibile assistere alla trasformazione dei volti. Prima sorridenti e gioiosi poi, quando si entra nella chiesa di San Sisto, c’è il cambio totale. Tutti i Facchini sanno quello che vanno ad affrontare da questo momento. Sono minuti pieni di pathos, si taglia l’emozione con il coltello in questo luogo”. Racconta il numero uno del Sodalizio. 

 

https://www.facebook.com/lafuneviterbo/videos/675785249471279/

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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