Sul palco di Sanremo 2026 TonyPitony, tre mesi fa era a Viterbo per Quartieri dell'Arte
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Di lui ha parlato, nei giorni scorsi, anche Fiorello dai microfoni della Pennicanza e ha detto: "Giornalisti, tra poco questo cantante esploderà".

SANREMO – Dice che oggi tutti lo vogliono e che salirà sul palco dell’Ariston, nella serata delle cover al fianco di Ditonellapiaga. Questa è una delle notizie sanremesi per il mainstream. Per i viterbesi la notizia sta altrove: tre mesi fa TonyPitony passeggiava per Viterbo. A portarlo nella città dei papi il direttore artistico di Quartieri dell’Arte Gianmaria Cervo.

E infatti quel 4 novembre 2025 al Teatro San Leonardo si è registrato il tutto esaurito. Una chiusura pazzesca per il festival di drammaturgia internazionale che, per una botta di “c”, nasce nel capoluogo della Tuscia e per ragioni affettive è stato mantenuto in città, nonostante le numerose attività in luoghi più significativi per l’arte e la cultura come Napoli, Bari e varie collaborazioni internazionali.

TonyPitony è artista da meritare l’attenzione di Vanity Fair, che nei giorni scorsi ha scritto di lui, dando la notizia dell’esibizione con Ditonellapiaga. Ma è anche l’autore della sigla del FantaSanremo 2026. Di lui ha parlato, nei giorni scorsi, anche Fiorello dai microfoni della Pennicanza e ha detto: “Giornalisti, tra poco questo cantante esploderà”. I viterbesi potranno dire: a Quartieri dell’Arte c’è stato. Come c’è stato il premio Nobel per la letteratura Fosse.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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