

NEWS ANALYSIS – Sul balcone non si canta più. L’euforia e gli applausi sono scemati. Come se ci stessimo abituando a questa nuova condizione.
L’essere umano, specialmente nella sua versione contemporanea, può sopportare forti emozioni, anche tragiche purché per un breve periodo. Ma questa emergenza senza una data di scadenza sembra destinata a durare per un tempo indefinito.
Così ognuno cerca di normalizzare la situazione a modo suo: chi leggendo, chi guardando la televisione, chi cucinando, chi facendo ginnastica.
Di fronte a questo stato di cose mi viene in mente la frase di John Ronald Reuel Tolkien, autore de Il Signore degli Anelli, “A parlare delle cose belle e dei giorni lieti si fa in fretta, e non è che interessi molto ascoltare. Invece da cose gravose, emozionanti o addirittura spaventose si può trarre una buona storia, o comunque un lungo racconto”.
Chissà, una volta superata questa emergenza, come verrà narrata.
Se faremo tesoro di quello che abbiamo vissuto.
O se sarà un brutto capitolo delle nostre vite rispetto al quale voltare velocemente pagina.

















