“Sui treni Orte-Roma 106 ore di ritardo in 12 giorni”
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ORTE - Il comitato pendolari invia un report sulla situazione della tratta al ministro dei Trasporti Toninelli.

ORTE – “In 12 giorni di monitoraggi, abbiamo maturato 106 ore di ritardo sulla tratta Orte-Roma”.

Il comitato pendolari Orte  scrive al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli per segnalare i ritardi dei treni da e per la Capitale dal 16 al 31 gennaio.

Nel documento vengono elencati giorno per giorno gli orari di partenza e arrivo di tutti i convogli della tratta, escludendo dall’indagine i sabati e le domeniche, considerati giorni non lavorativi.

“Il giorno migliore – si legge nel testo – è stato martedì 29 gennaio, con ritardi cumulati all’andata pari a 67 minuti e al ritorno 143 minuti. Il peggiore mercoledì 30 gennaio, con ritardi cumulati all’andata pari a 453 minuti e al ritorno a 493 minuti”.

In totale, i ritardi rilevati dai pendolari nei 12 giorni di monitoraggio di gennaio ammontano a 106 ore, “di cui circa 47 sugli Intercity, 43 sui regionali veloci e oltre 4 sui regionali”.

Ritardi che, prosegue il report, “spesso derivano dal dirottamento in linea convenzionale di diversi convogli regionali veloci e Intercity, per cercare di ridurre i ritardi maturati dai treni alta velocità”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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