Sui rifiuti è anche guerra di manifesti
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La faccenda rifiuti si fa ogni giorno più calda e si trasforma anche in comunicazione. Dopo il manifesto delle forze di centrodestra con un camion romano mentre scarica rifiuti a Palazzo Papale arriva la risposta degli uomini di Michelini.

E’ guerra sulla vicenda rifiuti, è guerra anche di poster. Le forze di maggioranza e opposizione sulla città se le suonano di santa ragione. Al centro, nello specifico della situazione, resta una grandissima confusione.

 

E dopo i manifesti delle forze politiche di centrodestra in Comune (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Viterbo2020 e Fondazione) arriva la risposta dall’altra parte del campo di tennis. I loghi questa volta sono di Pd, Oltre le mura, Lista Civica e Viva Viterbo. In pratica tutti gli uomini di Michelini. Al centro del manifesto un grande sacco dell’immondizia con una scritta sopra: “Le bugie non si possono riciclare. Almeno queste le rispediamo al mittente”.

Sotto c’è questo testo: “Il piano regionale dei rifiuti 2012 targato Polverini, mai impugnato dall’ex amministratore Marini, regala a Viterbo 60mila tonnellate all’anno di rifiuti da Rieti e oggi, ci omaggia anche con quelli da Roma. 

L’amministrazione Michelini ha già ricorso a tutela del territorio con atti concreti, come la diffida alla Regione Lazio. E gli altri?”

Ai poster l’ardua sentenza.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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