Sui migranti la Prefettura cambia rotta e si apre alla collaborazione con i Comuni
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Dopo le violente proteste, le interrogazioni parlamentari e le (quasi) barricate nei confronti delle proprie scelte, il prefetto Rita Pieramatti e il vice Salvatore Grillo hanno convocato ieri mattina i sindaci della Provincia

Accoglienza e immigrati: la Prefettura si ravvede e cerca la collaborazione dei Comuni. Dopo le violente proteste, le interrogazioni parlamentari e le (quasi) barricate nei confronti delle proprie scelte, il prefetto Rita Pieramatti e il vice Salvatore Grillo hanno convocato ieri mattina i sindaci della provincia di Viterbo per iniziare a condividere alcune delle scelte con gli enti territoriali.

Si tratta di un cambio di rotta decisivo nella politica di gestione della prima accoglienza, che fino ad ora si è attuata scavalcando i Comuni i cui sindaci apprendevano dell’arrivo di decine di migranti quando erano già in arrivo. La Prefettura ha presentato delle proposte tornando ad invitare gli enti ad aprirsi allo Sprar, anche perché le centinaia di persone in arrivo prima o poi passeranno dalla prima alla seconda accoglienza, rendendo necessarie strutture e progetti articolati di integrazione.

Tra le novità la volontà di inserire nei bandi rivolti ai privati, punteggi in favore delle realtà che avranno un accordo preventivo con l’ente locale nel quale sarebbe poi prevista l’accoglienza. Un premio anche per l’accoglienza diffusa, per progetti con il coinvolgimento dei migranti in lavori socialmente utili e una valutazione più consistente dei progetti di integrazione. Aumentato anche il peso degli aspetti tecnici, rispetto a quelli economici, nel calcolo dei punteggi e nella stesura delle graduatorie definitive dei bandi.

In questa fase la clausola di salvaguardia che dovrebbe escludere i comuni che hanno già attivi gli Sprar non sarà tenuta in considerazione in maniera ferrea, ma la Prefettura ha promesso di cercare di farlo il più possibile.

Nessuna novità intanto sul fronte del Ghetto all’ex Fiera sul quale oggi alle 12.30 la 4a Commissione del Comune di Viterbo oggi tornerà a confrontarsi per produrre un documento per chiedere alla Prefettura di ripensarci.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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