Successo per L'Isola che non c'è a Tarquinia, Zappi: "Ora valorizziamo"
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TARQUINIA -Nella splendida cornice del Palazzo Comunale di Tarquinia, imprenditori, politici e rappresentanti delle associazioni di categoria si sono confrontati sulle tematiche legate al mondo dell’agricoltura.

TARQUINIA – Grande successo per l’edizione 2023 de L’Isola che non c’è, l’evento di brainstorming organizzato da Fondazione per la Tuscia. Nella splendida cornice del Palazzo Comunale di Tarquinia, imprenditori, politici e rappresentanti delle associazioni di categoria si sono confrontati sulle tematiche legate al mondo dell’agricoltura.

Tanti gli spunti interessanti usciti dai dibattiti che si sono susseguiti nel corso del convegno,
al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’Onorevole Mauro Rotelli, la consigliera regionale Valentina Paterna, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi, il presidente della Camera di Commercio di Viterbo e Rieti Domenico Merlani, l’assessore alle Politiche sociali di Tarquinia Alberto Riglietti, il presidente di Assofrutti Pompeo Mascagna e Giovanni Marchetti di AgriViterbo.

“È stata una giornata davvero positiva – sottolinea Paolo Zappi, presidente di Fondazione -, abbiamo registrato un’elevata partecipazione dei cittadini pur trattandosi di un lunedì. Ci siamo occupati, assieme ad esperti del settore, del momento particolare delle monoculture e del concetto di agricoltura sociale, mantenendo uno sguardo attento ad un corretto utilizzo del territorio ed alle opportunità a livello di sviluppo imprenditoriale ed occupazionale di questo immenso settore primario che risponde al nome di agricoltura”.

“Ci tengo a riportare – conclude Zappi – le parole del presidente di Confagricoltura, Remo Parenti, che ha fatto un intervento condivisibile. Nel dettaglio ha rimarcato la necessità di rimettere l’agricoltore al centro di tutte le questioni legate all’agricoltura, perché è una figura che sta sparendo e va invece valorizzata anche per far avvicinare i giovani a questo mondo. Infine, parlando con gli operatori, sono emerse diverse eccellenze agroalimentari che si producono nel territorio di Tarquinia di cui difficilmente si parla e che invece andrebbero fatte conoscere al di fuori dei nostri confini perché sono di altissima qualità”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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