Successo per 'Città in Movimento', Frontini: "Apriamo una fase nuova, fatta di amministrazione partecipata"
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VITERBO - Un approccio tecnicamente valido, non a caso particolarmente apprezzato dagli imprenditori che sono abituati a essere seri e pragmatici e a non perdersi dietro la fuffa dei sofisti della partecipazione. 

VITERBO – All’Auditorium Unindustria segnato un punto di svolta nel modo di governare Palazzo dei Priori. Un qualcosa di nuovo che magari più di qualcuno ha difficoltà a comprendere. 

La sindaca Chiara Frontini ha definito così quanto accaduto: “Un rendiconto condiviso, iniziato il mese scorso e culminato con l’evento di ieri all’Auditorium di Unindustria, che ha dato il via a piattaforme di amministrazione partecipata che dureranno nel tempo, perché solo così i cambiamenti si radicano e diventano nuova, buona prassi”.

Una partecipazione strutturata, finalizzata a ragionamenti qualificati e che ha coinvolto pezzi importanti della città. Una dimensione democratica per corpi intermedi, che poi è quella del modello liberale. Anche perché altre forme la democrazia vera non ne conosce. Si potrebbe costruire un’illusione democratica con la qualunque che parla e pesa come chi ha competenze e conosce quello di cui si parla ma sarebbe il mondo di Cetto La Qualunque, rappresentato magistralmente da Antonio Albanese. 

“Ambiente – Pianificazione Urbana – Mobilità – Decoro e cura della città – Giovani – Università – Sport – Sviluppo economico – Sicurezza – Cultura – Inclusione – Partecipazione”. Sono queste le parole chiavi intorno a cui è stato strutturato il dialogo dell’amministrazione Frontini con la città nel giorno di San Valentino. 

Un approccio tecnicamente valido, non a caso particolarmente apprezzato dagli imprenditori che sono abituati a essere seri e pragmatici e a non perdersi dietro la fuffa dei sofisti della partecipazione. 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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