Successo da record per l'Esposizione Canina a Prato Giardino
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Samarcanda Italian Lover, uno splendido esemplare di barbone grande mole nero dell'allevamento Samarcanda e di proprietà di Sonia Merati (Milano), è il vincitore della 49.ma edizione dell'Esposizione Internazionale Canina “Città di Viterbo” conclusasi domenica pomeriggio a Prato Giardino.

Samarcanda Italian Lover, uno splendido esemplare di barbone grande mole nero dell’allevamento Samarcanda e di proprietà di Sonia Merati (Milano), è il vincitore della 49.ma edizione dell’Esposizione Internazionale Canina “Città di Viterbo” conclusasi domenica pomeriggio a Prato Giardino.

A sceglierlo come “best in show” dell’edizione 2017, dopo una lunga selezione che ha visto oltre mille animai sfilare sul ring viterbese, un prestigioso giudice internazionale: l’italiano Francesco Cochetti.

Il barbone ha avuto la meglio su Thor del Wanhelsing, bassotto tedesco nano a pelo lungo dell’allevamento del Wanhelsing di proprietà di Debora Silvestro (Gallarate MI), secondo, e su Francini’s Enigma, cocker spaniel inglese nero, dell’allevamento Angela Francini di Incisa Valdarno (FI).

Organizzata dal Gruppo Cinofilo Viterbese, l’esposizione ha visto la presenza di 1015 cani (record assoluto della manifestazione) provenienti da oltre 550 allevamenti tra i più prestigiosi a livello nazionale ed europeo, che sono stati esaminati da 15 giudici di cui la metà provenienti dall’estero. Nutrita la presenza del pubblico degli appassionati, favorita anche dalla scelta degli organizzatori di non far pagare un biglietto di ingresso e dalla particolare location, Prato Giardino, suggestivo spazio aperto situato nel bel mezzo della città.

“Un successo su tutti i fronti – spiega visibilmente soddisfatto il presidente del Gcv Mario Venanzi – sia per la qualità dei soggetti presenti che per l’affluenza di pubblico, e un’organizzazione che ha funzionato alla perfezione: solo un piccolo assaggio di quello che sarà il prossimo anno l’edizione del cinquantennale alla quale stiamo già lavorando”.

Condotta magistralmente da Roberto Sciorilli, speaker ufficiale della rassegna, la manifestazione è stata resa possibile grazie al prezioso contributo del Comune di Viterbo, dell’Enci e dello sponsor tecnico Farmina.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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