Su Sky parte "Catch-22" la serie tv girata a Viterbo
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Inizia stasera la serie tv firmata Sky Atlantic girata la scorsa estate a Viterbo e in altri luoghi della Tuscia. Alla regia George Clooney

VITERBO- Questa sera alle 21 su Sky Atlantic, va in onda la serie tv “Catch-22” girata anche a Viterbo. Il regista George Clooney, la scorsa estate, ha portato scompiglio in città trasformando le piazze più belle di Viterbo in un set a cielo aperto. 

Tratta dal romanzo antimilitarista di Joseph Heler del 1961, dal titolo Comma-22, la serie Catch-22 segue le avventure di uno squadrone di giovani aviatori dell’esercito americano che, durante la seconda guerra mondiale, si trovano di stanza in Italia.

Tutto il centro storico, è stato coinvolto nelle riprese: camionette sparse nei vicoli, trincee di sacchi negli angoli delle strade e negozi trasformati per calarsi a tutto tondo nell’atmosfera del tempo. Tra gli attori anche Christopher Abbott, Hugh Laurie, Giancarlo Giannini, oltre allo stesso Clooney.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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