Su Gloria una targa per ogni Facchino scomparso: ecco dove sono collocate
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Una targa per ogni Facchino scomparso. Tra le novità della nuova Macchina di Santa Rosa, Gloria, anche la decisione presa dall’ideatore Raffaele Ascenzi e dal costruttore Vincenzo Fiorillo

Una targa per ogni Facchino scomparso: ecco dove sono collocate. Tra le novità della nuova Macchina di Santa Rosa, Gloria, anche la decisione presa dall’ideatore Raffaele Ascenzi e dal costruttore Vincenzo Fiorillo di disporre una targa commemorativa per invocare la presenza spirituale dei Facchini scomparsi. Sono citati i facchini che sono stati membri del Sodalizio dei Facchini di santa Rosa dal 1988.

“Il 1988 è l’anno in cui Raffaele (prima che ideatore è stato facchino, ndr) ha effettuato il suo primo trasporto e grazie a questi uomini – è scritto nella bozza dallo stesso Raffaele Ascenzi – ha avuto la possibilità di apprendere il vero significato della secolare tradizione del trasporto. Con Gloria!”.

E così in Gloria ci sarà una targa dedicata a Emilio del Ciuco, Umberto Pazzaglia, Marco Ferlicca, Giorgio Rossetti, Mario Prosperoni, Alfredo Alunni, Angelo Toni, Enrico Bianchi, Giorgio Bertini, Gigi Chiocchia, Bruno Cappellaro, Marcello Sensi, Giorgio Prosperini, Mauro Filippi, Domenico Gasperini,Italo Carosa, Bruno Gemini, Peppe Zucchi, Rosario Valeri e Nello Celestini. Una targa è dedicata anche a “tutti i facchini di ogni epoca”.

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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