Stupro al pub di Casapound, Elisa Bianchini dell'Usb interviene sulla vicenda
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Elisa Bianchini dell'Usb interviene sulla sentenza che ha condannato i due militanti di Casapound per lo stupro dello scorso aprile ai danni di una 36enne

VITERBO-Nell’assordante silenzio, ormai tristemente tipico della città di Viterbo, Usb prende parola contro la recente sentenza che ha visto imputati per stupro due esponenti di gruppetti fascisti.

Secondo il giudice la violenza, lo stupro di gruppo e le intimidazioni a denunciare valgono a malapena tre anni e 40 mila euro.

40 mila euro vale la nostra dignità.

Una sentenza chiamata giustizia che invece è un’assoluzione per una cultura basata su violenza e patriarcato.

Una sentenza resa ancora peggiore dall’entroterra di razzismo e sopraffazione di stampo fascista, che caratterizza ormai da anni la provincia e che, speriamo, non sia filtrata anche negli strati istituzionali.

L’Usb ribadisce come l’unica manifestazione di questi gruppetti fascisti sia la violenza, sottoforma di aggressioni e intimidazioni, con lo scopo di infondere paura. Una paura che diviene eco quando associazioni e istituzioni, di fronte al coraggio di una donna, rimangono colpevolmente in silenzio, si spera per incapacità e non per interesse o appoggio.

Il sindacato, al fianco della donna e di tutti coloro che alzano la testa, lotta ogni giorno sul territorio in difesa di dignità e diritti di tutti, contro ogni forma di sopraffazione, che sia di genere o di classe.

Resta il dubbio se sarebbe regnato lo stesso silenzio benpensante se gli autori della violenza fossero stati altri.

Non è una sentenza a fare giustizia. Non sono telecamere e militari a renderci sicuri. La giustizia la viviamo stando sul territorio negli spazi sociali e culturali.

La sicurezza la rivendichiamo nei nostri luoghi di lavoro, per non essere mai più uccisi dal profitto. La nostra dignità non potrete mai comprarla.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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