Studenti rifugiati e corridoi umanitari, l'Unitus è un modello a livello europeo
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VITERBO - "La vocazione sociale dell’Università, di cui i corridoi universitari per i rifugiati sono espressione, è al cuore dell’agenda politico-strategica dell’Università degli Studi della Tuscia". Lo ha ricordato il Magnifico Rettore, Stefano Ubertini.

VITERBO – L’impegno dell’Università degli Studi della Tuscia per la promozione dei corridoi universitari per i rifugiati ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento nel rapporto “Transforming Futures: Why and How Your Institution Should Champion Refugee Education Pathways”, che tira le fila del progetto europeo EU-Passworld, un progetto pilota finanziato dalla Commissione europea per lo studio dei canali di accesso legale all’istruzione universitaria da parte dei rifugiati in tre paesi chiave: Belgio, Irlanda e Italia.

Il rapporto dedica un’intera sezione al modello UNITUS per lo sviluppo di curricula accademici inclusivi, in grado di supportare la partecipazione attiva e l’integrazione duratura della popolazione studentesca rifugiata, sottolineando come esso si allinei con la Strategia europea per le Università, il Manifesto dell’Università inclusiva dell’UNHCR e il Manifesto sull’espansione dei canali universitari per i rifugiati siglato nella Conferenza di Bologna del 2022.

Il rapporto si focalizza in particolare sulle metodologie di didattica innovativa e inclusiva del corso di laurea magistrale internazionale in Security and Human Rights del Dipartimento di scienze giuridiche, sociali e pedagogiche (DIKE), che ospita studenti e studentesse del programma UNICORE (University Corridors for Refugees) dell’UNHCR e del progetto UNITUS for Ukraine, promosso dall’Università degli Studi della Tuscia.

“La vocazione sociale dell’Università, di cui i corridoi universitari per i rifugiati sono espressione, è al cuore dell’agenda politico-strategica dell’Università degli Studi della Tuscia”. Lo ha ricordato il Magnifico Rettore, Stefano Ubertini, che plaude a questo risultato e ne incoraggia i seguiti, sottolineando altresì il ruolo fondamentale svolto dall’Ufficio Studenti Internazionali e dall’Ufficio Mobilità e Cooperazione Internazionale nel supportare i progetti UNICORE e UNITUS for Ukraine.

Il Direttore del DIKE, Carlo Sotis, concorda che questo riconoscimento è frutto di uno sforzo corale e di una profonda sinergia tra le iniziative di Ateneo volte alla creazione di un ecosistema universitario che faccia inclusione valorizzando le diversità e le specificità di ciascuno.

Daniela Vitiello, referente di Ateneo per il programma UNICORE, aggiunge che proprio questo ecosistema valorizza la capacità dell’Università degli Studi della Tusca di “fare università fuori dagli schemi”, con iniziative come il Laboratorio di teatro dell’inclusione, finanziato dalla Commissione inclusione, e la rete UNITUS4Refugees, uno spin-off per il crowdfunding e la transizione lavorativa, collegato al PRIN CoSME (Community Sponsorship for Migrants and Refugees in Europe) e al Centro di eccellenza Jean Monnet sull’Integrazione dei Migranti in Europa (IntoME).

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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