Studenti in piazza: "Servono investimenti sulle nuove generazioni e sulle scuole"
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Oggi la Rete degli Studenti Medi di Viterbo è scesa in piazza per manifestare contro le diseguaglianze e le precarietà delle nuove generazioni in occasione della mobilitazione nazionale "C'entro anch'io! - Voci di una generazione precaria".

Oggi la Rete degli Studenti Medi di Viterbo è scesa in piazza per manifestare contro le diseguaglianze e le precarietà delle nuove generazioni in occasione della mobilitazione nazionale “C’entro anch’io! – Voci di una generazione precaria”.

Gli studenti della provincia si sono riuniti in Piazza Unità d’Italia questa mattina a Viterbo per discutere delle problematiche che accomunano i giovani dentro e fuori le scuole. Il messaggio lanciato è una risposta alle tante ingiustizie sociali, alla mancanza di tutele e di diritti, per i cittadini e gli studenti, alla mancanza di un welfare studentesco, in particolare in riferimento al trasporto pubblico, al caro libri, all’edilizia scolastica ma anche al sistema d’istruzione in generale che spesso risulta escludente e non inclusivo.

“La risposta per una scuola diversa c’è ed è una scuola in cui gli studenti siano protagonisti e soggetti attivi delle loro scelte e delle loro vite. La risposta è esprimersi nelle proprie posizioni, affinché le istituzioni facciano investimenti importanti sulle nuove generazioni e sulle scuole. E’ solo così che si può costruire una società del domani in cui tutti abbiamo le stesse possibilità, in cui non venga negato il diritto alla studio e al lavoro”, così la Rete degli Studenti Medi di Viterbo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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