Studenti del Ruffini come guide per la scoperta della migliore Viterbo
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Si è svolta sabato 14 aprile l’iniziativa promossa dal liceo scientifico statale “Ruffini” di Viterbo, in collaborazione con l’Associazione Archeotuscia onlus e il Centro Polivalente Comunale “Sacrario”.

Studenti raccontano le bellezze di Viterbo. Si è svolta sabato 14 aprile l’iniziativa promossa dal liceo scientifico statale “Ruffini” di Viterbo, in collaborazione con l’Associazione Archeotuscia onlus e il Centro Polivalente Comunale “Sacrario”.

Gli studenti della classe 3Es hanno accompagnato i visitatori per le vie del centro storico svolgendo il ruolo di guide turistiche. I ragazzi, emozionati ma ferrati, hanno condotto gli ospiti – una trentina di persone – in un
itinerario storico e artistico nella Viterbo medievale. Un’esperienza decisamente positiva, dunque, grazie all’impegno profuso dai giovani che hanno accolto con entusiasmo l’idea.

“Un ringraziamento doveroso va alla dirigente scolastica che ha permesso la realizzazione del progetto, alle insegnanti di storia e arte che hanno creduto nelle capacità degli allievi, all’Associazione Archeotuscia e al Centro Polivalente per l’attiva partecipazione”. Così le famiglie dei ragazzi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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