Studente universitario di Oriolo bloccato in Senegal in piena emergenza Covid-19
Nicolas Drago
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DAKAR – L’odissea di Nicolas Drago: “Il Senegal ha chiuso le frontiere, sono bloccato in un paese che non potrà gestire un’eventuale emergenza”.

DAKAR – Nicolas Drago, studente universitario originario di Oriolo è bloccato in Senegal e non può rientrare in Italia. I parenti del ragazzo si sono rivolti al ministero degli Esteri italiano e sono in contatto costante con la segreteria del ministro Luigi Di Maio.

Lo studente si affida a Facebook per descrivere la sua odissea nella speranza che qualcuno riesca ad aiutarlo:

 “Il ministro del Turismo ha predisposto la chiusura totale delle frontiere del Senegal fino al 17 aprile. Se da un lato sono certo che l’arresto del traffico aereo sia la misura più appropriata per contenere la diffusione del nuovo Coronavirus, dall’altro la prospettiva di essere costretto in un paese che non dispone di un sistema sanitario all’altezza di fare fronte a potenziali emergenze non è affatto rassicurante.

 Nelle ultime settimane il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha dimostrato l’eccellente qualità della rete diplomatica italiana, permettendo il rimpatrio di migliaia di studenti, lavoratori, e turisti italiani che erano in situazioni di disagio in tutto il mondo. L’orgoglio è incontenibile. Perché sembra che qui non si stia muovendo niente? Non dimenticatevi dell’Africa. Non vogliamo essere prigionieri”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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