

VITERBO – Claudio Strinati a Viterbo per raccontare il suo ultimo lavoro ‘Caravaggio e Vermeer: l’ombra e la luce’. Appuntamento alla sala conferenze Vincenzo Cardarelli della Biblioteca Consorziale di Viterbo (Viale Trento, 18e), questo venerdì 20 maggio alle 17.30.
Si tratta del quinto incontro della rassegna “La Biblioteca incontra”. Dialogherà con l’autore la prof.ssa Elvira Federici.
Punte di diamante delle più importanti scuole pittoriche del loro tempo, Caravaggio e Vermeer hanno praticato generi diversi e vissuto vite agli antipodi. Eppure entrambi, ciascuno a suo modo, sono stati maestri nell’uso della luce. Considerato un rivoluzionario già dai suoi contemporanei, Caravaggio ha abbandonato la mediazione dello sfumato rinascimentale per lasciare spazio a una luce abbacinante, che emana direttamente dal buio senza passaggi intermedi. Quella di Vermeer è invece la luce dell’illuminazione interiore, l’aura che si forma intorno ai personaggi ritratti nell’intimità delle loro case. Con un’attenzione rivolta alle connessioni profonde e alle inevitabili differenze, Claudio Strinati ci presenta i due artisti come Minerve uscite dalla testa di Giove: entrambi sembrano nascere perfetti, con uno stile già compiuto, ed entrambi muoiono dopo una parabola breve e intensa, consegnando alla storia i capolavori che ancora oggi ammiriamo. «I due artisti sono a grande distanza l’uno dall’altro, ma all’interno di una stessa civiltà che è quella del secolo della scienza all’origine di qualsivoglia concetto di modernità. Si guardano da lontano ma quasi si potrebbero toccare rispetto al loro universo espressivo. L’uno, per così dire, è figlio della notte, l’altro è figlio del giorno». Questo libro viene pubblicato in occasione del 450° anniversario della nascita di Caravaggio.

















