VITERBO – Ma che succede a Porta San Leonardo? “Ci stanno i poveri che dormono sotto coperture di fortuna”, questa la risposta che anche noi ci siamo sentiti di dare stamattina a un attento cittadino che ci ha contattato in redazione.
Dall’altra parte una risata sorniona: “i poveri?”. Abbiamo scambiato qualche parola e il ragionamento del nostro interlocutore funzionava così: “Se ci sono i poveri, ma vi invito ad andare a vedere, la cosa è seria. Anche se credo che la Caritas, che sta proprio lì a due passi con la mensa, sarebbe intervenuta e avrebbe trovato una soluzione. Anche perché la Curia è molto sensibile al tema e ha i mezzi per fare fronte a qualche caso”.
Abbiamo ringraziato e ci siamo promessi di andare a vedere con i nostri occhi. Effettivamente a Porta San Leonardo non c’è nessuna baraccopoli. Rivolgiamo ai nostri lettori l’invito ad andarci di persona, perché uno le cose le deve vedere direttamente come fece San Tommaso. Siamo andati lì nel primo pomeriggio di lunedì 17 febbraio. Abbiamo parcheggiato alle Fortezze, sceso i gradini e notato che fosse tutto pulito almeno nell’area della porta cittadina. Neanche una cartaccia a terra. Il degrado c’era ma rappresentato da scritte a bomboletta sui muri che ricordiamo essere lì dagli anni in cui facevamo il liceo (non proprio ieri).
Passata la porta ci aspettavamo una roba da farsi il segno della croce. Invece abbiamo trovato questo: una spianata di auto tutte rigorosamente multate e sotto i tre archi delle scalinate di quell’edificio che ci risulta essere stata in passato la tipografia guidata da don Alceste Grandori c’era il degrado. Lo descriviamo minuziosamente. Sotto al primo arco, quello più vicino alla porta una decina di cartoni e una bici elettrica, di quelle che per prenderle ti ci vogliono un migliaio di euro. Sotto al secondo arco un materasso e sopra un ragazzo. Avrà una trentacinquina di anni. Vestito normalmente, apparentemente pulito e in salute. Stava sdraiato e si stava “godendo” qualche video dal telefonino a volume alto. Nel terzo arco cartoni vari e coperte ammassate. Forse anche lì un materasso ma non si capiva bene.
Più che da un povero o da un senza tetto ci sembra che “la povertà” di porta San Leonardo sia rappresentata da un ragazzo che magari ha litigato con i suoi. Anche perché è un volto noto a Viterbo, che frequenta da quando era bambino. Ce lo ricordiamo in giro per il Corso a fare le vasche diversi anni fa.
Quello che è strano è che nessuno sia andato a identificarlo o abbiano cercato di portarlo via da lì ma tranquilli la città non è ridotta affatto come le vie d’America dopo il crollo di Wall Street del ’29. Anche perché c’è a Viterbo un tessuto di solidarietà importante, capitanato dalla Caritas e quindi dalla Curia (con un attento lavoro seguito dallo stesso vescovo Francesco Orazio Piazza), da tante parrocchie e varie associazioni. Tutti pezzi della Viterbo che cresce e si impegna ogni giorno, con risultati importanti e utili a tutti.
Rimane il fatto che quella situazione va risolta, se c’è chi ha bisogno va aiutato e vanno buttati via materassi, coperte e cartoni.



















