Cacca di cane in strada- Ecco i cartelli: "La colpa è di quel fijo de ... che m'accompagna"
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800 Monastero
Oggi vi raccontiamo una storia di vita, che mischia un problema collettivo con una reazione geniale. E' la storia di deiezioni canine che imbrattano strade e parchi cittadini, ma anche di una serie di cartelli che stanno regalando risate e speriamo riescano a scuotere le coscienze.

Questa domenica non vi raccontiamo una storia fatta di personaggi, luoghi o avventure come siamo soliti. La storia di oggi viene dalla vita di tutti i giorni e mischia un problema: quello delle deiezioni canine lasciate sui marciapiedi e nei parchi pubblici di Viterbo da incivili proprietari degli animali; con una reazione di grande intelligenza e ironia a opera di qualche cittadino anonimo.

Anzi è soprattutto la storia di una reazione geniale a un quotidiano gesto d’inciviltà. La storia di una serie di cartelli, addirittura plastificati, che sono comparsi lungo le strade del quartiere Barco. Ce ne sono di rossi, belli evidenti, con scritto: “Per favore raccogliete gli escrementi dei vostri cani”. Poi c’è la botta di fantasia, che strappa risate a chiunque passa da quelle parti e magari ha già spinto più di qualcuno a uscire di casa col proprio fido portando con sé le apposite bustine per raccogliere gli escrementi.

Il cartello in questione mostra un cane supplichevole. Poi la scritta: “Scusatemi se sporco. La colpa non è mia ma de quel fijo de ‘na mignotta come m’accompagna”.

Una terapia d’urto per scuotere la coscienza poco civica di chi ogni giorno imbratta le strade e i parchi di tutti con il proprio incolpevole cane. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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