Strade in pezzi, l'accesso al capoluogo è da incubo

Quando arrivi a Viterbo su un mezzo gommato te ne accorgi. Sollecitazioni e andamento ondulato ti danno il benvenuto in città. Anche se potrebbe accadere di peggio.
Quando arrivi a Viterbo su un mezzo gommato te ne accorgi. Sollecitazioni e andamento ondulato ti danno il benvenuto in città. Anche se potrebbe accadere di peggio.
Le strade di accesso al centro della città capoluogo della Tuscia sono andate letteralmente in pezzi. Si sono sgretolate da tempo e il fenomeno si rinnova e peggiora a ogni pioggia. Complicata la situazione della Cassia, difficile quella della Tuscanese. Per non parlare del tratto cittadino di Strada Bagni. Un vero e proprio incubo.
Riportiamo alcune foto per mettere in evidenza il fenomeno.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















