Strade, Frontini: "Entro il 2023 avremo riasfaltato circa 20 chilometri di strade"
Foto sindaco di Viterbo Chiara Frontini
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VITERBO - Chiara Frontini fa il punto sulle strade viterbesi, quelle che non esita a sottolineare "abbandonate a se stesse da una decina di anni". 

VITERBO – Chiara Frontini fa il punto sulle strade viterbesi, quelle che non esita a sottolineare “abbandonate a se stesse da una decina di anni”. 

“Ricordo che questa amministrazione è in servizio da appena 6 mesi, e non abbiamo ancora approvato nemmeno un nostro primo bilancio. Ciononostante, col bilancio commissariale, abbiamo asfaltato Largo Marconi – la rampa sulla Tuscanese – parte di Via della Chimica al Poggino – Strada Salemme, stiamo sistemando il lavatoio di Via Signorelli e durante le vacanze di Natale abbiamo fatto i lavori in tutte le scuole che necessitavano di manutenzione, così da riaprire con meno disagi possibili per i ragazzi. Perché per noi la scuola è una priorità”.

“Tutte le strade di Viterbo sono da rifare, dopo anni (decenni) di incuria. Non è possibile farle tutte in un anno, e neanche in due, e i rattoppi ahimè sono un palliativo che dura fino alla prima pioggia – continua il primo cittadino -.

Per questo, nel bilancio 2023 che contiamo di approvare i primi di marzo ci saranno numerosi interventi, partendo dalla grande viabilità e con la bella stagione continuiamo il Piano Asfalti: la rotatoria dell’Ipercoop, l’altro lato di via dell’Industria e Strada Poggino, il cavalcavia a Via Alessandro Volta, via Monfalcone, la Teverina, Via Aldo Moro, la rotatoria ex Pesci, Via della Grotticella e gli ingressi alla città sulla Cassia, nord e sud. Questi saranno in cantiere con l’avvio dell’estate, perché lavori così ampi si fanno d’estate.

Poi si prosegue in autunno con altri interventi, tra cui Via Faul, Via della Palazzina, Via I Maggio, Via Apollo di Vejo e molte altre. Ciò significa che neanche ad un anno dal nostro inserimento, mettiamo in campo asfaltature per circa 15km di strade, che diventano oltre 20 entro il 2023”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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