Strade disastrate, i cittadini della Tuscia costretti a pagare da anni un'odiosa "tassa nascosta"
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Strade disastrate, ecco la tassa nascosta che pesa sulle tasche dei cittadini della Tuscia. Strade regionali, provinciali e comunali da incubo in quasi tutto il Viterbese. Rare le eccezioni e frequenti i problemi per gli sventurati automobilisti. Peggio ancora per chi viaggia su due ruote, rischiando spesso praticamente la vita.

Strade disastrate, ecco la tassa nascosta che pesa sulle tasche dei cittadini della Tuscia. Strade regionali, provinciali e comunali da incubo in quasi tutto il Viterbese. Rare le eccezioni e frequenti i problemi per gli sventurati automobilisti. Peggio ancora per chi viaggia su due ruote, rischiando spesso praticamente la vita.

La situazione è talmente grave che la Prefettura ha deciso di metterci mano. L’elemento di maggiore criticità è rappresentato dalle strade provinciali, perché sono quelle che coprono più chilometri ma anche perché dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio le province non sono più quelle di una volta. C’è un problema di poteri, funzionamenti e cassa. Ergo di liquidità necessaria a fare fronte all’emergenza strade.

Ci sono poi dei comuni disastrati. Particolarmente grave la situazione nel Vetrallese ma anche il capoluogo non scherza. Tanto che proprio in questi giorni, come annunciato dall’assessore ai Lavori Pubblici di Palazzo dei Priori, sarà asfaltata la zona del Carmine, essenzialmente la non più esistente via Vico Squarano.

La situazione, che ormai si trascina da anni, ha causato numerosi danni a diversi mezzi di trasporto privati. Tra gomme rotte, cerchioni rovinati, sospensioni logorate i cittadini della Tuscia hanno in pratica sostenuto i costi di una vera e propria tassa nascosta: la tassa per le strade rovinate. Facendo questo peggiorare la qualità della vita e la sicurezza dei trasporti, anche quelli pubblici, nel territorio e aumentando anche i costi del vivere nella Tuscia. Una odiosa tassa nascosta, figlia di cattiva amministrazione e banalità di gestione degli enti chiamati a intervenire e risolvere queste criticità. Alla fine sarebbe stato meglio pagare più tasse dichiarate e avere strade vivibili piuttosto che correre spesso da gommisti e carrozzieri. Rischiando anche la vita per le condizioni incredibili di alcune strade.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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