Strade a Villanova, i residenti hanno paura per la propria vita e scrivono al sindaco Michelini
Ciambella Troncarelli Michelini
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Il Comune di Viterbo faccia qualcosa. I residenti del grande quartiere di Villanova hanno paura per la propria incolumità, denunciando una situazione sulle strade da far west. Rilanciamo una lettera che hanno voluto indirizzare al sindaco Leonardo Michelini, nella speranza che intervenga dando delle risposte concrete.

A Villanova hanno paura di un traffico fuori controllo, che rischia di mettere in pericolo l’incolumità dei pedoni. Siamo stati contattati da un gruppo di cittadini che ci ha chiesto di dare forza a una lettera indirizzata al sindaco Michelini. Lettera con cui chiedono interventi di sistema per ridurre l’alta velocità dei veicoli in alcuni tratti, tipo via Garbini, e lamentano la scarsa presenza nel quartiere dei vigili urbani.

La lettera dei residenti del quartiere

All’attenzione del sindaco Leonardo Michelini,

gli abintanti del quartiere Villanova segnalano la gravissima e pericolosissima situazione riguardante il traffico di via Garbini partendo dall’ incrocio di via Villanova fino alla rotatoria dell’ Ipermercato Conad. Le auto sono solite sfrecciare superando ampiamente i limiti di velocità, con sorpassi azzardati specie in prossimità delle strisce pedonali che non vengo minimamente rispettate cosicchè i pedoni rischiano ogni istante la vita e il quartiere è simile a un’isola contornata dal trafficco privo di controllo.

La prensenza dei vigili urbani è stata finora inesistente. In passato sono già accaduti diversi incedenti, che hanno coinvolto i pedoni sul quel tratto di strada e le promesse da parte del Comune non sono stante ma mai mantenute. Si chiede di prendere seri provvedimenti prima che succeda l’irreparabile.
Cordiali saluti da cittadini che tempo hanno perso la pazienza.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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