Strada Ponte Sodo, un morto dopo otto giorni dall'apertura. Pioggia di critiche
ponte sodo
Gli Stati Generali La Fune
E tutti possono constatare un fatto: è stato realizzato un incrocio a raso su una curva. Nell'incidente ha perso la vita un uomo di 47 anni F.M., residente a Roma, e sono rimasti gravemente feriti altre due persone: A.T. Di 77 anni e la moglie F.C. Di 73, residenti da tempo a Viterbo ma originari del Crotonese.

Strada Ponte Sodo, aperta da otto giorni e un morto. Tragica fatalità? Chi di dovere accerterà il tutto. I fatti dicono che stamattina, intorno a mezzogiorno, si è registrato un frontale tra due auto.

E tutti possono constatare un fatto: è stato realizzato un incrocio a raso su una curva. Nell’incidente ha perso la vita un uomo di 47 anni F.M., residente a Roma, e sono rimasti gravemente feriti altre due persone: A.T. Di 77 anni e la moglie F.C. Di 73, residenti da tempo a Viterbo ma originari del Crotonese.

Un impatto tremendo tra una Ford grigia e una Peugeot nera. Sul posto anche un testimone, che ha aiutato a ricostruire la dinamica dell’accaduto. L’avvenimento ha fatto parlare molto in città nelle ultime ore. “Come volevasi dimostrare”, “una tragedia annunciata”. Questi i commenti più gettonati.

Pesante l’intervento sui social del presidente di Viterbo Civica Lucio Matteucci che ricorda quanto ebbe modo a commentare il giorno dell’inaugurazione (12 aprile scorso): “Questa strada è importantissima. Di fatti l’allora assessore Giovanni Arena ci fece mille battaglie per la sua realizzazione. Peccato che rimane un mistero come si sia potuto permettere di farla sbucare in quella pericolosissima posizione quando l’uscita naturale e in piena sicurezza era dieci metri più avanti. Mentre stavamo lì (al taglio del nastro n.d.r) quasi tutte le macchine tagliavano dritte dritte sopra lo stop che permette a chi viene da Vetralla di entrare dentro Viterbo. Speriamo di no ma prevedo incidenti a breve. Io ho provato a passarci con la macchina e mi pareva un suicidio”.

Effettivamente da tempo diversi lettori ci hanno segnalato la pericolosità del tratto di strada in questione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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