Strada Mammagialla, ogni giorno tonnellate di acqua potabile disperse nei campi
Foto Strada Mammagialla
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "Non ne possiamo più ....strada Mammagialla è diventata un disastro". I cittadini residenti in prossimità di strada Mammagialla decidono di inviare ai giornali cittadini una lettera firmata dove chiedono un intervento tempestivo su una situazione, da anni, difficile.

VITERBO – “Non ne possiamo più ….strada Mammagialla è diventata un disastro”. I cittadini residenti in prossimità di strada Mammagialla decidono di inviare ai giornali cittadini una lettera firmata dove chiedono un intervento tempestivo su una situazione, da anni, difficile.

Pubblichiamo la lettera:

“Siamo gli abitanti residenti e proprietari di terreni che da anni fruiscono quotidianamente del passaggio sulla strada comunale Mammagialla a Viterbo e vogliamo segnalare la complessa e grave situazione in cui versa la strada.

La strada, nonostante le sue ridotte dimensioni, attualmente viene utilizzata da un traffico costante che aumenta a dismisura nelle ore di prossima cessata attività delle imprese del poggino alle ore 13 e alle 17, nonostante il divieto spesso viene utilizzata da mezzi superiori
ai 35 quintali anche della nettezza urbana.

Da oltre 10 anni l’acquedotto della strada è sottoposto a continue e ravvicinate rotture,
mediamente 3/4 volte al mese, con costi rilevanti per la collettività e notevole dispersione di
acqua pubblica.

 Negli ultimi 3 mesi la situazione dell’acquedotto si è ulteriormente aggravata e la consideriamo drammatica, si sono verificate circa 15 rotture di cui 6 negli ultimi 20 giorni. 

Attualmente persistono da circa dieci giorni 2 rotture che nessuno sta riparando (nonostante i cittadini hanno segnalato il tutto al servizio guasti di Talete), con perdita di tonnellate di acqua pubblica e in prossimità della rottura, pericolosa e invisibile voragine stradale coperta dalle acque.

Ogni volta che è stato riparato in questi anni l’acquedotto, presso i rubinetti delle abitazioni i residenti hanno riscontrato la presenza di terriccio. Negli anni a causa delle molte riparazioni ed al passaggio di mezzi pesanti, il tappetino di asfalto si è particolarmente degradato e attualmente sulla strada insistono buche di larghe dimensioni che creano dissesto e pericolo alla circolazione.

Il pericolo alla circolazione è aggravata anche dal mancato sfalcio dei rovi e delle erbacce, che riducono in maniera importante il sedime stradale e la stessa visibilità cui nessuno pone rimedio. 

Ci appelliamo nuovamente, come ormai facciamo da anni a tutte le istituzioni pubbliche che sono a conoscenza della grave situazione, affinché venga risolto definitivamente quanto sopra rappresentato, disposti ad ogni livello a tutelare e rappresentare presso le sedi opportune i nostri interessi di cittadini e il notevole danno alla collettività.

Per il Comune di Viterbo il Sindaco e L’assessore Floris che ha svolto nel tempo sopralluoghi sulla strada e destinato piccoli interventi di ristabilimento di alcune buche sul tappetino stradale e la direzione della Società Talete che in via informale ha fatto sapere a diversi residenti della strada Mammagialla, che il progetto di rifacimento del nuovo acquedotto sulla stessa è già stato finanziato e appaltato da diversi mesi.

Ci stiamo chiedendo perché tutto questo ritardo? Perché nessuno ripara l’acquedotto? Perché tutte le istituzioni interessate tacciono?”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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