Strada Filante, ruspe al lavoro per rimuovere 500 metricubi di terra franata
Strada Filante
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“Un lavoro in danno di tale portata, se non è il primo, è di certo molto raro per il Comune di Viterbo".

VITERBO – Strada Filante, da lunedì 30 si sta procedendo alla rimozione dei 500 metricubi di terra che bloccano il passaggio. I lavori per riportare la situazione alla normalità procedono, come fatto presente all’incontro tra residenti e la sindaca Chiara Frontini e l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Floris.

“È surreale “attaccare” un’amministrazione perché sta risolvendo, dopo decenni di interventi spot, un problema che potrebbe essere concausa di qualche altra tragedia, come se nei giorni scorsi non ne avessimo vissute abbastanza”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini in occasione del sopralluogo in strada Filante. “Un lavoro in danno di tale portata, se non è il primo, è di certo molto raro per il Comune di Viterbo. Dalla data dell’ordinanza di messa in sicurezza nei confronti del privato, protocollata lo scorso 23 maggio, nessuno ha perso un solo giorno, e il fatto di non vedere fisicamente le ruspe sul posto non significa che non si stia lavorando. Infatti, il Comune – e quindi la cittadinanza tutta – aggiunge la sindaca Frontini – si è fatto carico di sostenere i costi dei lavori di spettanza del privato: la comunicazione di inizio lavori in danno, sottoscritta il 3 giugno, ha portato all’immediata pulizia del terreno per consentire di effettuare le analisi. Pulizia che è iniziata il giorno stesso.

Il responso di tali analisi è arrivato l’11 giugno, per i necessari tempi tecnici, e il giorno successivo, il 12 giugno, sono iniziati i lavori per il disingaggio, interrotti nella sola giornata del 18 a causa del maltempo”. “Nel corso dei lavori – spiega l’assessore Floris – la constatazione che questi fossero di un’entità decisamente superiore a quanto previsto è stata evidente, oltre al fatto che in data 20 giugno è emersa la necessità di abbattere delle alberature, lavoro ulteriore e diverso da quello della rimozione della frana, sempre di spettanza del privato. Sono circa 500 i metri cubi di terra asportati, a conferma della potenziale pericolosità delle frane”.

Nella giornata di lunedì 30 giugno è stato realizzato l’abbattimento degli alberi e sono iniziati i lavori di rimozione della terra, con annesso lo smaltimento, per il quale si attende apposita autorizzazione dall’ARPA. “Comprendiamo i disagi della cittadinanza – concludono sindaca e assessore ai Lavori Pubblici – ma ci teniamo a rassicurare che l’amministrazione non “ci sta dormendo sopra”; stiamo lavorando con oculatezza – stante l’operazione avvenuta con opere in danno, ossia che avrebbero dovuto essere a carico del privato che dovrà risarcire – e con diligenza, al fine di prevenire problematiche ben peggiori”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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