STORIE DI NATALE - Un regalo meraviglioso
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STORIE DI NATALE - Era quasi Natale, tutti i bambini erano contenti perché presto sarebbe arrivato Babbo Natale a portare i doni richiesti tramite le letterine inviate.

STORIE DI NATALE – Era quasi Natale, tutti i bambini erano contenti perché presto sarebbe arrivato Babbo Natale a portare i doni richiesti tramite le letterine inviate. Inoltre quest’anno la gioia era maggiore perché stava nevicando. La neve scendeva leggiadra e aveva già ricoperto i prati.

Se continuava così i bambini avrebbero potuto giocare a palle di neve e a costruire il classico pupazzo. Ma una bimba era triste, dalla finestra ammirava i candidi fiocchi di neve, diversi uno dall’altro. Lisa, questo era il suo nome, erano giorni che non andava più a scuola, doveva accudire la mamma malata, mentre il papà era al lavoro. Era contenta di essere utile e voleva tantissimo bene alla sua mamma, ma gli sarebbe piaciuto tanto poter andare a scuola e vedere i suoi compagni e la sua adorata maestra.

Quest’anno non aveva nemmeno scritto la letterina a Babbo Natale. Non pensava ai regali, l’unica cosa che avrebbe voluto era la guarigione della mamma. E non poteva scrivere questo desiderio nella letterina.

Una sera, come tante altre, si addormentò esausta e sognò un angioletto che le annunciava che il suo desiderio si sarebbe realizzato. Era il suo unico pensiero e Natale è un giorno speciale, in cui i sogni vengono esauditi.

Al mattino presto si alzò, convinta di aver fatto solo un sogno, ma quando entrò nella camera della mamma vide accanto al letto il papà e il dottore. Come mai papà era a casa, sicuramente mamma era peggiorata. Si avvicinò cautamente e vide la sua mamma seduta sulla sponda del letto mentre il medico la visitava.

La mamma le mandò un bacio e Lisa notò il più splendido sorriso che avesse mai visto. Era rivolto a lei. Incurante di tutti corse ad abbracciarla e due braccia esili ma forti la avvolsero tutta. Mamma era guarita! Non si sa come ma stava bene. Quindi capì che il suo non era stato un sogno ma un annuncio. Non avrebbe mai dimenticato questo splendido e magico Natale.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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