STORIE DI NATALE - La befana (in)felice
befana
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STORIE DI NATALE - “Ciao caro Babbo, sono io, la Befana! Hai dormito? Ti sei ripreso dalla sfacchinata di stanotte?”. all’altro capo il celebre interlocutore le stava rispondendo con la voce roca di chi si è appena svegliato.

STORIE DI NATALE – La befana se ne stava da dieci minuti pensierosa davanti al suo telefono: “Chiamo o non chiamo? Non chiamo o chiamo?”. “Ma sì, in fondo chiedere non costa nulla!” si decise alla fine.  Compose il numero e poco dopo…

“Ciao caro Babbo, sono io, la Befana! Hai dormito? Ti sei ripreso dalla sfacchinata di stanotte?”. all’altro capo il celebre interlocutore le stava rispondendo con la voce roca di chi si è appena svegliato.

“Bene bene, bravo come sempre” rispose la Befana che, in realtà, non stava ascoltando con molta attenzione il racconto sulle peripezie notturne di Babbo su e giù per i caminetti… era piuttosto tesa e imbarazzata per la richiesta che doveva fargli…non era mai accaduto in tanti anni che dovesse…

“Babbo, ma non è che per caso ti è avanzato qualche regalo?”. Ecco, era fatta. Era riuscita a formulare la domanda che tanto la tormentava. Ora aveva il viso tutto rosso ma per fortuna al telefono nessuno se ne poteva accorgere….e ora era tempo di spiegazioni…

“Sai, quest’anno mi sono dedicata alla formazione e ho frequentato dei corsi per migliorare le tecniche di preparazione e confezionamento dei regali, poi, dico la verità, qualche weekend lungo me lo sono presa anche per me…insomma siamo arrivati a Natale e mi mancano ancora diversi bambini da accontentare….e io li vorrei fare felici tutti!”.

“Quanti me ne mancano Babbo?” rispose la Befana alla richiesta esplicita. “…Beh…più o meno …” stava soppesando la quota di verità da mettere sul tavolo… “…META’! “ confessò infine sconsolata con un cedimento della voce…
Babbo Natale ovviamente era tracollato e le stava facendo presente la gravità della situazione.

“ Certo certo lo so che manca pochissimo ma non mettermi ansia che sono già stressata, se non puoi aiutarmi, se non ti è avanzato davvero nulla, nulla nulla, Nulla ? nemmeno chessò… un diarietto? Un pupazzetto? Un calendarietto?…non ti preoccupare che me la caverò da sola…” . “Come sempre” pensò la Befana con un certo nervosismo e una certa invidia mentre visualizzava il magnifico laboratorio di Babbo Natale, iperorganizzato e con una numerosa squadra di piccoli aiutanti.

Il laboratorio di Babbo Natale…Ma certo! Ecco la soluzione! “Ehi Babbo, ma gli elfi adesso saranno liberi, giusto? Pensavo che magari potresti mandarmene qualcuno così da accelerare un po’ i ritmi. ..” rilanciò, ora più spavalda.
“Ah, come dici? Sono già partiti per una crociera premio?!…Però…non si dica che non li tratti bene…niente da fare quindi, mi sembra di capire che non puoi aiutarmi in alcun modo e allora ti saluto che non posso perdere altro tempo al telefono. Ciao, ciao Babbo Natale”. Riagganciò delusa e innervosita.

“Gli va bene a lui!” pensò tra se e sé la Befana. “ Gli elfi che lo aiutano e le renne che lo portano…io invece devo fare tutto da sola e sono così affannata che mi tocca andare in giro con i capelli scompigliati e le calze rotte perché non ho il tempo di cucirmele…mah…così mi toccherà ricorrere anche quest’anno al carbone per i bambini che non si sono comportati bene…e passerò per quella antipatica, io che vorrei far felici tutti quanti!”. Fece spallucce e con la testa bassa si rimise al lavoro.

1 gennaio del Nuovo Anno, mattina. La Befana era sveglia dall’alba e stava lavorando alacremente come nei giorni precedenti. Improvvisamente suonò il campanello di casa. “Strano” pensò “Non hanno letto il cartello?”. Per non avere distrazioni o visite inaspettate che le avrebbero portato via tempo prezioso la Befana infatti si era premurata di appendere sopra la porta un avviso: “Non disponibile fino al 7 gennaio, sera ”.

Davvero non aveva intenzione di alzarsi e interrompere il lavoro ma poi cedette alla curiosità e andò ad aprire.
“Oibò!” esclamò stupita. Parcheggiata davanti alla sua porta c’era un’enorme slitta carica di pacchi. Una donnina sorridente si trovava di fronte a lei…era un po’ strana…piccina, due grandi occhioni e le orecchie a punta, sembrava un Elfo…femmina. E infatti…

“ Buongiorno Befana, sono la rappresentante delle mogli degli Elfi e vengo per conto di Babbo Natale” si presentò cordiale. “Il Babbo ci ha spiegato la situazione e ci ha chiesto se potevamo aiutarla…deve sapere che noi mogli degli Elfi, aiutanti di Babbo Natale, nei lunghi mesi in cui i nostri mariti sono impegnati a confezionare i regali per i bambini, per vincere la noia, ci dedichiamo alla realizzazione di scaldacollo in lana. È la nostra passione. Guardi! ” e mostrò alla Befana alcuni dei loro lavori…erano davvero bellissimi e sembravano così comodi, soffici e caldi che alla Befana era venuta la tentazione di provarne uno.  E così fece trovando conferma della sua impressione. “Sarebbe perfetto da indossare nella notte delle consegne…nei giorni successivi ho sempre il torcicollo con quell’aria che tira andando in scopa”.

“Babbo Natale” continuò la signora Elfa “ha pensato che i nostri scaldacollo sarebbero un regalo davvero gradito dai bambini che nei rigidi giorni d’inverno devono alzarsi presto e uscire fuori al freddo per andare a scuola. Ne abbiamo confezionati quanti più potevamo e glieli abbiamo portati”.

La Befana commossa ringraziò la signora Elfa e le disse di portare i suoi ringraziamenti più sinceri anche a Babbo Natale. “ E’ proprio un amico” pensò con il cuore riscaldato dal gesto generoso. “Prima di ripartire devo consegnarle anche questo da parte di Babbo” aggiunse la signora Elfa porgendo un pacchetto regalo alla Befana. Poi si accomiatò.
Una volta rientrata in casa la Befana, curiosa come una bambina, scartò immediatamente il suo pacchetto regalo. Conteneva uno scaldacollo e un paio di morbide calze di lana. La Befana, felice, sorrise teneramente e riprese con rinnovata gioia il suo amato lavoro.

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