STORIE DI NATALE - Il piccolo presepe
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STORIE DI NATALE - Si avvicina il Natale, Arianna e Michele, due piccoli fratelli, decidono assieme di costruire un piccolo presepe.

STORIE DI NATALE – Si avvicina il Natale, Arianna e Michele, due piccoli fratelli, decidono assieme di costruire un piccolo presepe. Michele si affretta a realizzare il cielo ed è tutto un grande luccichio di stelle, Arianna invece comincia a posizionare le statuine sopra il piano, poi entrambi sistemano la capanna con al suo interno la Madonna, San Giuseppe e Gesù Bambino.

Di seguito Arianna sistema le luci ed infine posa sopra la capanna  una sfavillante stella cometa.
“E’ proprio un bel presepe – commenta Michele rivolgendosi alla sorella –  però sembra mancare ancora qualcosa, ma cosa? chiede all’altro”.

Arianna dà un’occhiata e poi esclama: “Abbiamo dimenticato il bue e l’asinello, sono fondamentali per il presepe, hanno il compito  di scaldare Gesù Bambino!” afferma in modo deciso la sorella.

Così i due bambini posizionano all’interno della capanna  il bue e l’asinello, dopodiché Arianna afferma: “E’ davvero molto bello, – poi suggerisce a Michele – metti pure in funzione la ruota del mulino, l’acqua si spanderà presto nel vicino laghetto e donerà al tutto una lieve e dolce atmosfera.”

Una volta terminato il presepe i due bambini lo osservano soddisfatti. Ogni statuina sembra svolgere il proprio compito, c’è chi si reca a prendere l’acqua alla fontana, chi porta pascolare le pecore, chi offre cesti di frutta e poi ci sono i Re magi, che con i loro cammelli vengono giù dalla montagna, portando in  regalo oro, incenso e mirra , donando  al tutto un po’ di magia, quella magia che solo il Natale sa offrire e fa si che nei cuori della gente si infonda l’armonia e la pace e soprattutto tanto Amore!

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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