STORIE DI NATALE - Il liutaio di Norimberga
liuto
800x120 (1)
STORIE DI NATALE - Tra la folla di quello sfavillante mercatino Osvald se ne stava su una panchina. Le strade di Norimberga, come al solito affollate e assordanti, portavano a quelle bancarelle, in un via vai di luci e persone che spingevano tra tetti e casette degne di un quadro.

STORIE DI NATALE – Tra la folla di quello sfavillante mercatino Osvald se ne stava su una panchina. Le strade di Norimberga, come al solito affollate e assordanti, portavano a quelle bancarelle, in un via vai di luci e persone che spingevano tra tetti e casette degne di un quadro.

Osvald assorto dalla lettura non badava a nulla, di tanto in tanto degnava tutto quel traffico di un’occhiata,  era molto introverso. L’unico in famiglia che amasse la musica. Questo era per la sua famiglia un tasto dolente. Lui, da poco dodicenne, doveva lasciare lo studio della fisarmonica per avviarsi poi alla strada di legge e questo lo rendeva triste. Si alzò per comprarsi dei dolci la bancarella, ne aveva di ottimi al cioccolato.  Fritti alla mandorla.

Era stanco della confusione, sarebbe rientrato per la cena della Vigilia con la sua famiglia, ma proprio in quel mentre tra ai suoi pensieri si fece largo un suono che lo avvinse: Bianco Natal suonato da un flauto dolce. Non c’era mai stata occasione di ascoltare musicisti in quel familiare mercatino e pensò di cercare  l’artista per richieder altre canzoni. Si fermò in un posto tranquillo, vicino ad un abete addobbato dove un liutaio esponeva i suoi strumenti. Come nuovi. Gioacchino concluse la sua canzone e tese una mano.

“Amico mio benvenuto in questa vigilia di festa, io sono Gioacchino liutaio e flautista”. “Posso sentire altre canzoni?”, disse Osvald che dimenticò perfino di presentarsi. “Certo, a chi le dedico? Come ti chiami?”. “Osvald” fece Il ragazzo abbassando lo sguardo. Iniziò la “au Claire de la lune” e, terminata, fece: “Vieni a provare”. Osvald timidamente gradì la lezione e iniziò a suonare la scala musicale. “Vorrei poterti  far ascoltare  la mia fisarmonica ma …” si interruppe Osvald. “Ma…?” fece il nostro flautista, “Prima o poi dovrò darle l’addio”.

“Non ami la musica?” chiese allora l’artista. “Io l’amo, ma la mia famiglia vuole io studi e lasci il mio strumento, io vorrei diventare pianista”. “Tu puoi studiare e continuare a suonare, anche per te solo, la musica è medicina dell’animo. Aiuta a sentir serenità e tu ne avrai sempre più bisogno, nella tua vita. Quindi tu troverai sempre il tempo di suonare è difficile lasciare una passione. Ricorda: è importante seguire i nostri sogni”, aggiunse, “sono le nostre ricchezze e scegliere con cura la strada da seguire. Io amo accordare, ma amo il mio flauto sono un artista di strada. Non fare mai quel che non desideri o costruirai rimpianti” concluse.

Osvald lo aveva ascoltato senza parlare. “Va a casa caro è tardi”, lo fermò “questo è il mio regalo: un flauto” e gli porse un magnifico flauto bianco. “Grazie di cuore”, fece il ragazzo con la voce rotta dall’emozione. “Vai! Buon Natale! Segui la strada migliore”.

Arrivato a casa il papà lo attendeva con un sorriso e gli disse: “io ho pensato a tutti quei litigi che io e mamma abbiamo fatto per il tuo futuro e … abbiamo deciso di lasciare la decisione a te. Questo è il nostro regalo di Natale” Era una scatola del mercatino, dentro c’era un’armonica a bocca.

Ma dove le aveva viste? Dal liutaio! Su un biglietto con scritte d’oro lesse “Gioacchino liutaio di Norimberga”. Una sorprendente coincidenza! Ora poteva sognare anche a colori, ora la sua città era per lui più nuova nel Natale. Non avrebbe lasciato la sua passione e un giorno sarebbe diventato un pianista famoso, ma il più bel regalo lo aveva fatto il liutaio. Gli aveva donato la speranza di seguire i suoi sogni e costruire  la sua strada con decisione, un dono importante nella sua giovane vita.

 

CNA 800x120
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
domenicale post
monastero interno
aiac_banner_01
POST FB 01
Masicar300x300-optimize
Onda
lafune_300 x 600