“Storie di donne. Visioni di futuro”: l’8 marzo di CNA con musica, racconti e Licia Fertz
Licia Fertz ed Emanuele Usai
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Tra i momenti più attesi dell’evento, l’incontro con Licia Fertz ed Emanuele “Elo” Usai, che hanno raccontato il loro libro “C’è sempre tempo per ricominciare”. Un romanzo autobiografico, che propone una riflessione sulla maturità e sulla terza età come fasi della vita ancora ricche di possibilità, relazioni e nuovi progetti.

VITERBO – Condivisione, ascolto e partecipazione al centro dell’evento “Storie di donne. Visioni di futuro”, promosso da CNA Impresa Donna di Viterbo e Civitavecchia, ieri all’hub di Lazio Artigiana in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne. All’incontro hanno preso parte il presidente di CNA Viterbo e Civitavecchia Alessio Gismondi, insieme al segretario Attilio Lupidi e numerose artigiane e imprenditrici, riunite per un momento di confronto e racconto delle esperienze femminili nel mondo del lavoro e della vita professionale.

“L’incontro – dicono Lupidi e Gismondi – nasce dalla convinzione che ogni storia personale o professionale, quando viene raccontata e condivisa, diventa uno sguardo su ciò che può ancora accadere e motivo di ispirazione”. A portare il proprio saluto, attraverso un messaggio letto durante l’incontro, è stata anche la presidente di CNA Impresa Donna Lucia Maria Arena, che ha voluto condividere una riflessione sul percorso di molte donne nel mondo del lavoro: “Penso che la caratteristica di tutte le donne imprenditrici sia la fantasia, la caparbietà e l’instancabilità. La mia storia di lavoratrice è iniziata con il desiderio di essere economicamente indipendente. Solo col tempo ho capito che ciò che amavo di più era fare l’artigiana. Credo che per molte donne sia così: si parte sperimentando, cercando la propria strada, fino a scoprire e costruire il proprio talento”.

Tra i momenti più attesi dell’evento, l’incontro con Licia Fertz ed Emanuele “Elo” Usai, che hanno raccontato il loro libro “C’è sempre tempo per ricominciare”. Un romanzo autobiografico, che propone una riflessione sulla maturità e sulla terza età come fasi della vita ancora ricche di possibilità, relazioni e nuovi progetti.

Durante il dialogo con il pubblico, Licia Fertz ha ripercorso alcune tappe della propria vita, soffermandosi su temi come l’autodeterminazione, la libertà di superare stereotipi legati all’età e l’importanza di continuare a mettersi in gioco. Un racconto che ha trovato particolare risonanza tra il pubblico e in linea con lo spirito dell’iniziativa: ricordare che non esiste un momento “giusto” per realizzarsi e che ogni fase della vita può rappresentare un nuovo inizio.

A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera della serata, è stato l’accompagnamento musicale del corpo bandistico “Raffaele Poleggi” di Fabbrica di Roma, coordinato dal maestro Luca Tomarchio alla tastiera, con Aurora Canali al clarinetto e Letizia Canali al flauto. Fondato nel 1873, il complesso rappresenta una delle realtà musicali storiche del territorio che, nel corso degli anni, ha accompagnato numerosi momenti solenni della vita della comunità.

Durante l’incontro, il complesso ha proposto alcuni brani che hanno contribuito a creare un clima coinvolgente e partecipato, confermando ancora una volta il valore culturale e aggregativo della tradizione bandistica locale, che il gruppo continua a coltivare anche attraverso attività formative dedicate ai più giovani.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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