
VITERBO – Niente più lettere consegnate all’interno degli androni dei palazzi. Almeno per i palazzi dove è diventato complicato farsi aprire il portone.
In questi giorni sulle vetrate d’ingresso di diversi condomini del capoluogo stanno comparendo degli avvisi firmati Poste Italiane. Il messaggio è chiaro: nel rispetto di apposito decreto ministeriale le cassette delle lettere devono essere installate sulla pubblica via o comunque in luogo facilmente accessibile per i postini.
La consegna della posta infatti, in alcune zone della città o specifici palazzi sta diventando un dramma. I portalettere trovano difficoltà a farsi aprire cancelli e portoni e spesso sono costretti a rientrare ancora carichi di posta. Una situazione che non poteva durare a lungo, così sono iniziati a comparire gli avvisi.
Una mossa da parte di Poste nel pieno rispetto del Decreto del Ministero delle Comunicazioni, emanato in data 9 aprile 2001 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 aprile dello stesso anno. Decreto che stabilisce le condizioni generali per l’espletamento dei servizi postali e prevede che “presso ogni residenza siano installate, a spese e cura della clientela, cassette liberamente accessibili ai portalettere.
Il concetto di “accessibilità” viene chiaramente spiegato: “collocate al limite della proprietà privata e possibilmente su pubblica via”.
Negli avvisi sono riportati anche i termini ultimi di adeguamento, fissati in quindici giorni. “Al decorrere di questo tempo – si legge nella comunicazione della società – la posta del civico sarà disponibile all’ufficio di via Ugo Ferroni”.
Il quadro normativo prevede che la posta non recapitata rimanga in giacenza presso l’ufficio di distribuzione per un tempo preciso a seconda del tipo di corrispondenza. Per gli invii semplici sono previsti dieci giorni, per gli invii a firma trenta giorni. Trascorsi i termini di giacenza, se non è possibile o dovuta la restituzione al mittente, gli invii vengono distrutti.


















