Stop ai prelievi d'acqua dal lago di Bracciano
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BRACCIANO - Stop al rifornimento idrico per la capitale dal lago di Bracciano. 

BRACCIANO- Stop al rifornimento idrico per la capitale dal lago di Bracciano. 

La decisione è stata presa dal il Tribunale Superiore delle acque, che ha respinto la richiesta di Acea di sospendere la determina della Regione Lazio che impediva di attingere dal bacino di Bracciano per colmare le carenze idriche di Roma.  Grande soddisfazione per questa scelta arriva dal Gruppo Istituzioni del Lago che da sempre si è battuto per lo stop al rifornimento idrico dal lago di Bracciano.

“Con quest’ordinanza – spiega in una nota il gruppo – viene riconosciuto il valore della nostra battaglia in difesa del lago. Il nostro ringraziamento va alla Regione Lazio, che ci ha sostenuto in questo lungo confronto e che ha accolto le nostre richieste, ma va soprattutto ai tantissimi cittadini che hanno dato un contributo fondamentale anche di conoscenza, a questa lunga battaglia in difesa del territorio”. Plauso anche da Nicola Zingaretti che lega la scelta del Tribunale delle acque alle scelte della Regione sulla salvaguardia dell’ambiente e del territorio.

Dura la reazione di Acea che si era opposta al precedente provvedimento sostenendo che limitasse la capacità d’intervento del concessionario del servizio idrico.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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