"Stiamo preparando azioni eclatanti a Bagnaia"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Riflettori accesi su Cecco del Caravaggio che proprio nella frazione del comune capoluogo ha realizzato il suo unico dipinto.

VITERBO – “Stiamo preparando azioni eclatanti, che faranno parlare molto di alcuni nostri temi e personaggi su cui intendiamo fissare l’attenzione”. E’ la promessa di Gian Maria Cervo che con questa edizione 2021 di Quartieri dell’Arte ha messo la punta del compasso sull’ex comune di Bagnaia.

Riflettori accesi su Cecco del Caravaggio che proprio nella frazione del comune capoluogo ha realizzato il suo unico dipinto. Si tratta di un affresco realizzato sulle pareti della palazzina di caccia Montalto all’interno di Villa Lante. Nello specifico è rappresentato l’incontro tra Alessandro Magno e Dario di Persia.

“E’ per me un’ossessione, lo metterò anche nel mio testamento – racconta il direttore artistico di QdA Gianmaria Cervo -, tutti devono sapere che Bagnaia custodisce l’unico dipinto del pittore che in maniera più diretta e immediata può essere collegato a Caravaggio, che è appunto Cecco”.

Il team di Quartieri dell’Arte sta lavorando per rendere visibile la consapevolezza di questo capolavoro presente sul territorio. Stanno progettando azioni destinate a durare nel tempo e altre performative che lavoreranno sulla coscienza delle persone del posto, in maniera innovativa e dinamica.

“La performance sarà il nostro strumento per raggiungere l’obiettivo – continua Cervo -. Giuro che faremo restare tutti a bocca aperta, creando situazioni davvero surreali”. Ogni attività ovviamente si svolgerà nel rispetto delle disposizioni di legge volte al contenimento della pandemia Covid-19.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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