Stemma medioevale scompare nel nulla dalla basilica di San Flaviano
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A dare l'allarme l'appassionato di storia locale Quinto Ficari, che negli ultimi anni ha passato molto del suo tempo a studiare gli affreschi, le lapidi e ogni millimetro dell'importante basilica del colle falisco.

Sparito nel nulla stemma medioevale custodito all’interno della chiesa di San Flaviano a Montefiascone. A dare l’allarme l’appassionato di storia locale Quinto Ficari, che negli ultimi anni ha passato molto del suo tempo a studiare gli affreschi, le lapidi e ogni millimetro dell’importante basilica del colle falisco.

Si tratta di uno stemma datato mille e duecento-seconda metà del mille e trecento e raffigurante un leone rampante. “Uno stemma importante – commenta Ficari – perché speculare a quello scolpito sulla sepoltura di Defuk.

Il ricercatore si è accorto del fatto qualche tempo fa, durante l’ennesimo sopralluogo a San Flaviano. “Era un annetto circa che non andavo e mi è balzata subito all’occhio l’assenza dello stemma – racconta -. Ho chiesto per capire se magari era stato spostato da qualche parte ma nessuno ha saputo dirmi niente. Ho quindi deciso di andare dai carabinieri del comando locale e sporgere denuncia. Alla denuncia ho allegato le foto dello stemma che avevo avuto modo di fare durante i miei studi”.

Ficari è autore del libro La leggenda di Defuk e ha dedicato molte risorse ed energie a studiare quella che è forse la principale storia di Montefiascone. La sua denuncia sottolinea l’ennesimo episodio del saccheggio del patrimonio storico-artistico che spesso si verifica nella Tuscia nella più totale indifferenza.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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