Stefano Bigiotti (Valentano): "Le nostre perplessità sull'idoneità della struttura erano fondate"
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VALENTANO - "Apprendo con soddisfazione la notizia del già avvenuto trasferimento dei migranti insediati nottetempo nel convento dei frati minori di Valentano", così il sindaco Stefano Bigiotti.

VALENTANO – “Apprendo con soddisfazione la notizia del già avvenuto trasferimento dei migranti insediati nottetempo nel convento dei frati minori di Valentano”, così il sindaco Stefano Bigiotti.

“Evidentemente – continua il primo cittadino – le perplessità e le preoccupazioni espresse con tempestività ed efficienza dal comune sull’inidoneità dei locali avevano fondamenta solide, avendo trovato nei fatti concrete perplessità anche negli altri organi competenti.

Quanto accaduto consente ai cittadini valentanesi di non vedere al momento minata la propria serenità territoriale, viste le problematiche di vigilanza e sicurezza che difficilmente avremmo potuto assicurare in questa particolare e delicata fase emergenziale.

Tengo, come primo cittadino, a voler ringraziare il prefetto di Viterbo e la direzione sanitaria della Asl, nella persona di Daniela Donetti, per aver considerato con sensibilità, attenzione e impegno istituzionale questa delicata vicenda, che ragionevolmente non poteva trovare imposizione autoritaria sul territorio, se non producendo eventuali fattori di rischio per salute pubblica e per quella degli ospiti della struttura.

Voglio altresì ringraziare i sindaci, gli amministratori locali e i parlamentari della nostra provincia nelle persone dei senatori Francesco Battistoni, Umberto Fusco e l’onorevole Mauro Rotelli.

Grazie anche al vicario di Anci Lazio, Daniele Sinibaldi e in particolare gli straordinari amici del coordinamento di Forza Italia, per lo spirito di sussidiarietà orizzontale che ha animato la vicinanza mostrata a Valentano in queste ore. L’eccezionale solidarietà creatasi intorno al nostro Comune ci ha profondamente commosso”.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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