
VITERBO – Nel quartiere Santa Lucia non sorgerà nessun dormitorio finalizzato alla primissima accoglienza e inclusione sociale. Il progetto PNRR da circa un milione di euro che prevede la realizzazione di una “stazione di posta” è infatti stato spezzato in due tronconi. Una parte sarà realizzata presso la struttura Caritas di Porta San Leonardo e prevede il dormitorio e le docce. La parte dislocata a Santa Lucia sarà invece uno di studio di psicologia, aperto fino alle 17.30 del pomeriggio. Tra l’altro non aperto solo ai rifugiati ma anche ai cittadini che ne possono avere bisogno.
Nel quartiere gli animi sono piuttosto agitati da giorni, tanto che il comitato locale ha chiesto anche un incontro (previsto per questo pomeriggio) all’assessore Emanuele Aronne e alla sindaca Frontini. Un’agitazione dovuta a una grande confusione e disinformazione sull’argomento.
Tutto nasce dalla decisione, presa in seno all’assessorato alla qualità degli spazi urbani, di spostare parte del progetto “stazione di posta” dalla zona prossima alle Fortezze nel quartiere di Santa Lucia. Questo perché lo stabile di proprietà comunale che era stato individuato per ospitare il centro di ascolto è risultato “ostico”, per via di una serie di vincoli, da ristrutturare nei tempi fissati dai bandi PNRR. Per scongiurare il rischio di non centrare l’obiettivo l’assessore Aronne ha quindi deciso di individuare un altro locale. A Santa Lucia c’è una struttura di proprietà comunale (ex Mondo Pinocchio) in abbandono da anni. Da qui l’idea di ristrutturarla e metterla a frutto con questa sorta di ufficio aperto al pubblico funzionale a centrare la realizzazione di un nuovo progetto PNRR.
Tra l’altro che gli allarmismi soffiati sugli abitanti del quartiere fossero una bufala poteva risultare chiaro da una semplice considerazione sugli spazi. L’ex Mondo Pinocchio infatti è un edificio di piccola metratura (intorno ai 50 metriquadri). Come è possibile realizzare un centro di ascolto, un dormitorio e le docce in uno spazio così piccolo? Eppure in tanti si sono agitati e hanno passato brutte giornate a parlare di un problema che non esiste. Ci auguriamo che queste informazioni che stiamo diffondendo possano aiutare gli abitanti di Santa Lucia a comprendere la verità su questa vicenda. Siamo riusciti a procurarci anche il render di come sarò sistemato lo spazio che parla più di mille discorsi. Nessun letto, niente docce. In pratica “la grande paura” di un intero quartiere si è retta su una fakenews, una bufala per dirla in italiano.



















