Nuova ZTL, Stay in Tuscia dice sì: "Molti turisti si erano lamentati per le auto"
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Dopo l’intervento di Centro di Gravità, arriva anche quello di Stay in Tuscia che però si dice favorevole alla chiusura del centro storico di Viterbo. Si sta aprendo un dibattito, che risulta però tardivo rispetto alle decisioni già prese dall’amministrazione comunale.

Dopo l’intervento di Centro di Gravità, arriva anche quello di Stay in Tuscia che però si dice favorevole alla chiusura del centro storico di Viterbo. Si sta aprendo un dibattito, che risulta però tardivo rispetto alle decisioni già prese dall’amministrazione comunale.

L’associazione che riunisce alcune strutture extra alberghiere viterbesi come bed&breakfast, case vacanza e locazioni turistiche, esprime l’apprezzamento per la nuova zona a traffico limitato istituita dal Comune di Viterbo, soprattutto sulla base di quanto espresso dai turisti ospitati nelle rispettive strutture. “Molti dei nostri ospiti – spiega Roberto Garrafa, presidente dell’associazione – in passato si erano lamentati anche del fatto che fosse impossibile fare belle foto dei monumenti e delle piazze del centro per via delle auto in sosta”. Un centro storico chiuso alle auto, del resto, è in linea con le altre città italiane che hanno le medesime peculiarità. “Certo – sottolinea ancora Garrafa – è vero che adesso le strade del quartiere antico sono deserte, ma questo lo si deve al periodo dell’anno che è sempre stato fiacco dal punto di vista del commercio”. I dati di Centro di Gravità parlano però di un calo del 30% di fatturato.

Stay in Tuscia, comunque, lancia delle proposte per rafforzare la decisione che si è presa. “Per esempio istituire bus navetta elettrici che conducano al centro dai parcheggi più periferici, come era stato già fatto in occasione di Caffeina Christmas Village – aggiunge il presidente -. Ci sono molte cose che si possono fare investendo i soldi incassati dal Comune di Viterbo con la tassa di soggiorno che, a detta dell’assessore al Turismo, nel 2016 ha superato la quota di 200 mila euro”.

Prendendo esempio dalle buone pratiche delle altre città come Otranto, Ostuni e Ferrara, che abbinano all’applicazione dell’imposta la possibilità di usufruire di una card che permette al cliente-turista di utilizzare alcuni servizi e di beneficiare di alcune riduzioni. “Parliamo per esempio – ancora Garrafa – del noleggio gratuito delle biciclette, della fruizione gratuita di bus navetta, dello sconto sul biglietto d’ingresso per i musei cittadini; della visita guidata gratuita nelle zone di interesse storico; di uno sconto del 10% nei negozi che espongono la card; l’accesso gratuito al wifi o ai parcheggi in aree di sosta a pagamento, l’attuazione di eventi in grado di attrarre i visitatori. Insomma il centro storico chiuso alle auto non è un problema, se ci sono gli incentivi giusti per invogliare il turista”.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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