Stasera la marcia contro la violenza voluta dai gruppi consiliari e dal Sodalizio dei Facchini
Comune di Viterbo
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VITERBO - Una marcia silenziosa attraverserà questa notte il centro del capoluogo per dire no alla violenza. Oggi è anche il giorno del lutto cittadino, deciso dal sindaco Giovanni Arena dopo il brutale omicidio del negoziante Fedeli.

VITERBO – Una marcia silenziosa attraverserà questa notte il centro del capoluogo per dire no alla violenza. Oggi è anche il giorno del lutto cittadino, deciso dal sindaco Giovanni Arena dopo il brutale omicidio del negoziante Fedeli.

“Il Consiglio Comunale, la Giunta, il Sodalizio Facchini di Santa Rosa e le istituzioni cittadine tutte rispondono in maniera ferma e chiamano la cittadinanza a raccolta lunedì 6 maggio, alle ore 21.30, per una marcia silenziosa, che partirà da piazza del Plebiscito, passerà per via San Luca e si concluderà a Santa Rosa, dove sarà aperto il Santuario – questo nella nota ufficiale dell’iniziativa -“.

“Viterbo alza la testa: uniti per essere comunità”, questo il messaggio che con un’unica voce l’intera città lancia a se stessa e all’Italia che in questi giorni ha osservato quanto accaduto dai tg.

“La città di Viterbo reagisce: ogni cittadino e cittadina ha l’occasione di scendere in piazza e farsi parte attiva di un processo di partecipazione e consapevolezza collettiva che sia alla base di azioni concrete, piccole e grandi, che ognuno di noi può realizzare, con il supporto o su diretta iniziativa delle istituzioni .- continua la nota firmata dai gruppi consiliari del Comune di Viterbo Forza Italia – Fratelli d’Italia – Lega Fondazione – Viterbo Venti Venti – Impegno Comune – Viterbo dei Cittadini – Partito Democratico – Movimento Cinque Stelle e Sodalizio Facchini di Santa Rosa”.

I dettagli della marcia: appuntamento ore 21.30, piazza del Plebiscito. Percorso: piazza del Plebiscito – via Roma – Corso Italia – via della Sapienza – via San Luca – via Matteotti – Santuario di Santa Rosa. Di fronte al sagrato del Santuario, ogni partecipante potrà accendere una luce da poggiare a terra a comporre la scritta “Viterbo”. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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