Stagione teatrale all'Unitus: una storia di ordinaria improvvisazione?
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Non esisterebbe la convenzione tra Unitus e Comune di Viterbo: l'utilizzo gratuito dell'Auditorium è a rischio per la stagione teatrale?
Giacomo Barelli

Una storia di ordinaria improvvisazione? Sul banco degli imputati pare rischi di finire (ancora una volta) l’assessore alla cultura Giacomo Barelli e la giunta Michelini per una delibera, quella del 9 dicembre scorso, con la quale si dava mandato agli uffici di procedere all’affidamento della stagione teatrale “grazie alla collaborazione offerta dall’Università degli Studi della Tuscia che ha messo a disposizione a titolo gratuito l’Auditorium”. A quanto sembra però (e il condizionale è d’obbligo visto che non è stata fornita nessuna informazione ufficiale a riguardo) la convenzione gratuita non ci sarebbe, anzi in termini pratici non ci sarebbe mai stata.

Alla delibera del 9 dicembre si aggiungono l’avviso pubblico scaduto il 15 gennaio con il quale il Comune annunciava che si sarebbe attivato al fine di garantire la possibilità di utilizzo gratuito della sala e la richiesta inviata in questi giorni dagli uffici comunali di via Garbini nella quale si richiedeva la disponibilità delle date, come se la convenzione tra i due enti invece fosse effettivamente stata stipulata. Se così non fosse è facile immaginarsi dunque che qualcuno da Santa Maria in Gradi si possa essere indispettito per quello che potrebbe sembrare uno sgarbo istituzionale. Un “gioco” che, al di là dei mugugni, potrebbe costare qualche migliaio di euro non previsto al comune di Viterbo: secondo il regolamento d’Ateneo infatti i costi per l’affitto della sala in periodo invernale superano i 700€ al giorno.

Ma non finisce qui perché ci sarebbero problemi anche per quanto riguarda l’utilizzo del teatro nelle date richieste dal comune di Viterbo. Alcune delle dieci giornate non sarebbero infatti disponibili. Altri disguidi ci potrebbero essere anche per quanto riguarda gli allestimenti perché secondo il calendario della stagione concertistica infatti sono in programma per il 22 febbraio e per l’8 marzo spettacoli con la presenza prevista rispettivamente di almeno 80 cantori e 50 orchestrali che dovranno trovare spazio sul palco. Questo potrebbe costituire un problema per l’installazione delle scenografie e dei fondali che ridurrebbero lo spazio fisico. Tutto ciò mentre si attende ancora da parte del comune di Viterbo la pubblicazione della graduatoria delle domande arrivate in risposta all’avviso pubblico per l’individuazione della direzione artistica della stagione. È ormai noto che ad aver vinto dovrebbe essere l’accoppiata Ercole Palmieri-Patrizia Natale, che infatti hanno confermato che i lavori per l’esordio della stagione sono in pieno svolgimento. La data d’esordio è già fissata: l’appuntamento è per il 28 febbraio.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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