
Tra il Teatro San Leonardo e la Chiesa di Sant’Egidio. Sono queste le location scelte da comune di Viterbo e il Consorzio Teatro Tuscia per la stagione teatrale che finalmente parte nel capoluogo dopo settimane di polemiche. La rassegna è stata presentata questa mattina in conferenza stampa dal direttore artistico Patrizia Natale, dal sindaco Leonardo Michelini e dall’assessore alla cultura Giacomo Barelli.
Sullo sfondo rimangono le polemiche legate al mancato utilizzo dell’Auditorium di Santa Maria in Gradi, indicato in delibera e nel bando come il luogo naturale per lo svolgimento della stagione, all’esclusione dalla gara di alcune realtà per la mancanza di alcuni requisiti e legate anche alla scarsa competenza in ambito culturale della commissione giudicante. Fa discutere anche la presenza in cartellone di alcuni spettacoli che già erano stati messi in scena nella provincia di Viterbo. Nei più importanti centri culturali infatti si cerca sempre di mettere in scena spettacoli in prima assoluta, quantomeno, nel territorio di riferimento.
Nel suo intervento l’assessore Barelli ha confermato quanto anticipato da La Fune, ovvero che i lavori per la riapertura del Teatro dell’Unione procedono speditamente: “ampie rassicurazioni fornite di recente dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dalla Regione Lazio”. Anche se all’appello mancano i lavori più importanti, ovvero quelli per la messa in sicurezza della graticcia e la ristrutturazione dei camerini. Il costo dei biglietti va dai 17 ai 25 euro. Per prevendite Underground, Promotuscia e online su www.pointtickets.it . Ulteriori informazioni sugli spettacoli: 335 474640, info biglietteria 328 7750233. L’esordio è previsto per il 28 febbraio con “Il nipote di Remau” di Denise Diderot con Silvio Orlando.


















