Stagione teatrale al San Leonardo
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Tra il Teatro San Leonardo e la Chiesa di Sant'Egidio. Sono queste le location scelte da comune di Viterbo e il Consorzio Teatro Tuscia per la stagione teatrale che finalmente parte nel capoluogo dopo settimane di polemiche.
Patrizia Natale, Giacomo Barelli, Leonardo Michelini e Stefano Menghini

Tra il Teatro San Leonardo e la Chiesa di Sant’Egidio. Sono queste le location scelte da comune di Viterbo e il Consorzio Teatro Tuscia per la stagione teatrale che finalmente parte nel capoluogo dopo settimane di polemiche. La rassegna è stata presentata questa mattina in conferenza stampa dal direttore artistico Patrizia Natale, dal sindaco Leonardo Michelini e dall’assessore alla cultura Giacomo Barelli.

Sullo sfondo rimangono le polemiche legate al mancato utilizzo dell’Auditorium di Santa Maria in Gradi, indicato in delibera e nel bando come il luogo naturale per lo svolgimento della stagione, all’esclusione dalla gara di alcune realtà per la mancanza di alcuni requisiti e legate anche alla scarsa competenza in ambito culturale della commissione giudicante. Fa discutere anche la presenza in cartellone di alcuni spettacoli che già erano stati messi in scena nella provincia di Viterbo. Nei più importanti centri culturali infatti si cerca sempre di mettere in scena spettacoli in prima assoluta, quantomeno, nel territorio di riferimento.

Nel suo intervento l’assessore Barelli ha confermato quanto anticipato da La Fune, ovvero che i lavori per la riapertura del Teatro dell’Unione procedono speditamente: “ampie rassicurazioni fornite di recente dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dalla Regione Lazio”. Anche se all’appello mancano i lavori più importanti, ovvero quelli per la messa in sicurezza della graticcia e la ristrutturazione dei camerini. Il costo dei biglietti va dai 17 ai 25 euro. Per prevendite Underground, Promotuscia e online su www.pointtickets.it . Ulteriori informazioni sugli spettacoli: 335 474640, info biglietteria 328 7750233. L’esordio è previsto per il 28 febbraio con “Il nipote di Remau” di Denise Diderot con Silvio Orlando.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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