
VITERBO – Stadio Rocchi, un grandissimo vaso di Pandora recentemente scoperchiato e su cui sono in molti a farsi tante domande. In questi giorni hanno scritto alla redazione de La Fune diversi lettori, ponendo delle domande interessanti a cui abbiamo cercato una risposta andando a porle all’assessore competente: Emanuele Aronne.
Dopo che, giustamente, l’amministrazione non ha rinnovato la concessione al precedente gestore ha indetto una manifestazione di interesse “economica” dove ha partecipato una sola società. Perché l’ha fatta se il proprietario del bene è la Regione e come mai non vi siete accorti che mancava l’accatastamento?
“Il Tar ha detto che la procedura che abbiamo messo in essere è corretta, direi che non servono altri commenti”.
Dopo la manifestazione di interesse, illegittima perché il Comune non è proprietario del bene, visto che partecipava una sola società perché ha indetto una manifestazione d’interesse con richieste di dati che entravano in vigore tre mesi dopo?
“Sinceramente non capisco il senso della domanda, comunque il Tar ha sancito la correttezza della procedura adottata e questo ne sancisce la correttezza.
Per quanto riguarda la manifestazione d’interesse è bene evidenziare che i documenti richiesti sono i minimi previsti dalla legge. La manifestazione che abbiamo fatto era di 10 pagine, per dare un senso delle misure delle cose, mentre per esempio la gara europea fatta per l’affidamento dello stadio di Guidonia era di 150 pagine.
La nostra gara inoltre era del 28 luglio e il nuovo Codice dei Contratti (D.LGS 36/23) è entrato in vigore il primo luglio …”
Perché dopo aver aperto la gara e accortosi che i beni non erano accatastati il Comune non ha chiuso il bando e, in tempi brevi, non perdendo mesi, non ha provveduto a sistemare le grane burocratiche?
“Nessuno pensava che lo stadio non fosse regolarmente accatastato anche perché sullo stesso abbiamo trovato un bando PNRR. La storia del non accatastamento l’abbiamo scoperta il 3 di dicembre. L’accatastamento inoltre non è un elemento ostante la presentazione di un bando. Il Palazzetto dello Sport non era accatastato e anche lì abbiamo risolto, il Rossi non è accatastato e risolveremo e chissà quanti altri beni comunali troveremo nelle stesse condizioni”.
Perché una volta che la Fc Viterbo si è ritirata dal bando l’amministrazione comunale, non potendo affidarlo direttamente (secondo la legge del 2015 sbandierata ai quattro venti) ha cercato di affidare i beni a una società di quartiere senza chiedere garanzie?
“L’amministrazione comunale ha chiesto garanzie a seguito di una proposta da parte di una società che ha redatto gli stessi documenti e la stessa è risultata regolare contrariamente alla precedente società. A seguito del clima venutosi a creare è stata la società stessa a ritirarsi”.
Lo stadio e il Rossi stanno andando alla malora e sono senza manutenzione, perché il Comune non vigila per evitare eventuali incidenti ai ragazzi che, illegittimamente, entrano sul campo del Rossi? In caso di incidenti, chi paga i danni? La collettività o di tasca loro?
“Purtroppo il Rossi non poteva essere dato in gestione da solo se prima non si toglieva il vincolo di pertinenzialità con il Rocchi. Non è stato tolto perché fino all’ultimo abbiamo tentato di dare in gestione il Rocchi e quindi anche il Rossi.
I controlli purtroppo per essere fatti devono prevedere una gara d’appalto. Il personale del Comune è andato più volte al Rossi ma era impossibile strutturare una guardiania continua anche in considerazione che il contratto del Comune con il precedente gestore era in scadenza il 31 dicembre. A breve comunque andremo a togliere il vincolo di pertinenzialità al Rossi e quindi potrà essere affidato”.


















