
Dal primo giugno potrebbero essere autorizzati gli spostamenti tra regioni, l’ipotesi è al vaglio del governo.
“Non sarà un tana libera tutti”, è stato chiaro in questo il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Ieri l’incontro del rappresentante del governo con i governatori.
Dal ministro conferme sulla data del primo aprile ma si sta ragionando su un meccanismo di regole che possano garantire un argine al rischio contagio. “Due regioni a basso rischio, a maggior ragione se limitrofe, sarà naturale che potranno avere mobilità interregionale – ha detto a Repubblica.it – Ma se una regione è ad alto rischio e una a basso rischio ci saranno inevitabili limitazioni automatiche. Questo meccanismo non è stato ancora definito perché è il più complesso e andrà deciso insieme”.
Tutto dipenderà dal rispetto dei paletti fissati dal ministero della Salute: si tratta di 21 indicatori in grado di ‘misurare’ la diffusione del contagio e l’efficacia dei dipartimenti sanitari delle singole regioni di tracciare e isolare i focolai. Tutto ruota attorno a tre macroaree: capacità di monitoraggio, capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti e risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.


















