
Livio Treta solleva il sindaco dall’imbarazzo della scelta: “Non sono più disponibile, è tardi”. Il consigliere comunale di Viterbo della lista civica per i diritti ed ex presidente del Coni provinciale mette un punto alla lunga pratica della sua nomina a consigliere delegato alle politiche sportive del Comune.
I veti del Partito Democratico, ed in particolare dell’area di riferimento degli ex dissidenti, sono stati molto forti. La sua nomina a delegato allo sport, qualora il sindaco decidesse comunque di procedere, metterebbe in crisi la maggioranza. Ancora una volta. Troppi i no e troppo vicina la promozione di Maurizio Tofani ad assessore. Anche lui malvisto dall’area degli ex dissidenti democratici.
Treta aveva già detto che i tempi si stavano allungando troppo e che sarebbe diventato inutile diventare delegato quando tutto era già partito. “Ad esempio – ci conferma Treta – entro il 20 luglio le società sportive devono dotarsi di defibrillatori e il Comune avrebbe potuto fare qualcosa”. E invece niente, perché manca il delegato allo sport che poteva mettere qualche risorsa a bando per aiutare le società nell’acquisto.
“Non ci sono solo gli impianti – commenta poi alludendo alle iniziative per la Viterbese, tra campo sintetico al Murialdo e stadio Rocchi – c’è anche una attività da coordinare e programmare. Si poteva fare un settembre viterbese dello sport, ma ormai è tardi. Io sono abituato a fare, i tempi della politica non sono quelli a cui io ero abituato quando ero presidente del Coni”.
Ed ora cosa succede? “Per me – conclude – ora non ha più senso fare il delegato allo sport. Probabilmente hanno trovato qualcuno di più bravo”.

















